MARTINSICURO – «Siamo d’accordo sugli interventi di ristrutturazione del campo sportivo, ma a determinate condizioni»: i gruppi consiliari di opposizione di Città Attiva, Pd, An e Indipendenti di Sinistra, attraverso una nota congiunta, si esprimono sull’impianto di Martinsicuro e sulla proposta che Vincenzo D’Angelo – imprenditore locale nonché presidente dell’Asd Martinsicuro – ha fatto all’amministrazione comunale: ristrutturare l’impianto con una spesa di circa 600mila euro in cambio di una gestione di dieci anni e di un contributo di 60mila euro annui per la manutenzione a carico del Comune.

«Riteniamo condivisibile la necessità che l’impianto venga sottoposto ad una profonda opera di ristrutturazione – scrivono – e che la gestione dei lavori e dei servizi connessi venga delegato a chi è già attivo nel settore. Ma poiché vogliamo scongiurare che si possa procedere in maniera avventata e superficiale, come avvenuto in altri precedenti affidamenti, invitiamo categoricamente l’esecutivo ad entrare con decisione nel merito della proposta».

I gruppi consiliari ritengono che condizione imprescindibile per il Comune sia innanzitutto di analizzare la proposta sotto il profilo economico valutando con attenzione per prima cosa «la congruità dei costi» e poi «la sostenibilità finanziaria dell’investimento al fine di garantire l’equilibrio del Bilancio Comunale».

Qualora poi si procedesse all’affidamento della gestione, per operare nell’assoluta trasparenza sarebbe necessario «individuare con la massima precisione una figura di riferimento all’interno dell’Ente con il compito di Responsabile del procedimento, e definire in maniera chiara le clausole contrattuali,  che mettano al riparo il Comune da eventuali recessi unilaterali da parte di chi assumerà la gestione».

Non tralasciano però le opposizioni di lanciare anche una stoccata alla giunta Di Salvatore che «si è trascinata per mesi il problema» senza permettere il coinvolgimento dei gruppi di opposizione, e all’assessore allo Sport Alberto Tuccini di cui ritengono «fuori luogo gli atteggiamenti trionfalistici e a cui non va ascritto alcun merito nell’eventuale soluzione della vicenda».

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