SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Da oggi il servizio Protocollo del Comune sarà criptato e ne potranno usufruire solo ed esclusivamente i settori di competenza. In questo modo il sindaco esclude noi consiglieri, controllando oltretutto le mie istanze». Si apre con queste parole il duro (ennesimo) affondo dell’esponente del Popolo della Libertà Bruno Gabrielli nei confronti del primo cittadino.

Critiche legate stavolta a comunicazioni ricevute da Massimo Carloni, responsabile del settore Innovazione e Servizi ai cittadini. Il neo-consigliere provinciale Gabrielli riferisce di essere stato informato dal funzionario sulle nuove disposizioni che prevederebbero delle limitazioni settoriali nell’accesso alle comunicazioni che transitano dal Protocollo.
«Il sottoscritto non accederà pertanto ai documenti protocollati, mentre Gaspari potrà tranquillamente essere a conoscenza di cosa chiederò».

Chi dunque si aspettava la quiete dopo la tempestosa campagna elettorale provinciale è rimasto deluso. Il clima sembra anzi più turbolento, fra recenti accuse di missive nascoste (caso Ballarin) e Piani Regolatori dei Porti contestati dalla Regione.

«Chi non ha nulla da nascondere – continua Gabrielli – attuerebbe il metodo della trasparenza. Questi atteggiamenti, al contrario, denotano il vero pedigree antidemocratico del sindaco. Ci troviamo di fronte ad un regime autoritario». Secondo il papabile nuovo Assessore provinciale al Turismo, «non si può parlare di difesa della privacy dato che non ci sono in ballo persone, tra l’altro sempre tutelate», bensì di un «gesto disperato di chi si sente solo e minacciato persino dai propri dipendenti».

L’esponente di centrodestra poi parla dei lavori di rinnovata illuminazione di Via XX Settembre: «Sono costati 255 mila euro, quando l’installazione era avvenuta appena quattro anni fa. Si è trattato di un investimento inutile considerando che nella strada parallela, Via Crispi, i pali della luce cadono letteralmente».

UFFICIO STAMPA DEL COMUNE L’ex addetto stampa del Comune Eugenio Anchini è tornato a prestare servizio in Comune dopo aver svolto funzione presso la Provincia di Ascoli: «Ora che è tornato in Riviera, qualcuno mi spieghi per quale motivo dovremmo ugualmente mantenere l’attuale addetto stampa. E’ uno sperpero di denaro».

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