MARTINSICURO – Sono presenti elementi tossici nel terreno comunale di Villa Rosa? Per avere una risposta certa bisognerà attendere i risultati delle analisi dei prelievi che i tecnici dell’Arta hanno effettuato nell’area martedì 30 giugno.

Sotto la supervisione dei vigili urbani e degli agenti della Forestale, sono stati prelevati vari campioni sia di terreno che di acqua della faglia sottostante.

Il terreno della discordia infatti, la cui vendita da parte dell’amministrazione a privati sta dividendo l’opinione pubblica, sembra che decenni or sono, quando ancora l’intera zona di Villa Rosa non era stata urbanizzata, fosse diventato una discarica abusiva per materiali pericolosi, opportunamente sotterrati da persone senza scrupoli. Al momento non esistono prove concrete di quelle che sono sempre state in città semplici voci popolari, ma proprio per dissipare ogni dubbio tempo fa il gruppo di opposizione di An aveva chiesto all’amministrazione comunale e all’Arta di procedere alle dovute verifiche.

Sul caso sollevato dai consiglieri di minoranza è stato anche aperto un fascicolo da parte della Procura e sono in corso le indagini da parte della Forestale.

La tempistica per avere i risultati dei campionamenti effettuati è di circa un mese, ma nel caso in cui si rilevasse la presenza di elementi tossici nel terreno, tre sono gli scenari a cui si andrebbe incontro: innanzitutto un’inchiesta per risalire ai responsabili dell’inquinamento dell’area, poi ulteriori analisi anche nei terreni circostanti – come ad esempio la pinetina e le limitrofe aree residenziali, che in passato similmente potrebbero essere state utilizzate come depositi per gli scarichi industriali – e la conseguente bonifica dell’intera area da parte del Comune, con tutte le relative difficoltà che comporta il reperimento di ingenti fondi da un magro bilancio comunale.

E se dal punto di vista ambientale bisognerà comunque attendere il responso dell’Arta per avere un quadro più chiaro della situazione, sul fronte politico i gruppi di minoranza di An, Pd e Città Attiva proseguono la battaglia per impedire l’alienazione dell’area. Nell’incontro tenutosi mercoledì primo luglio si è deciso di presentare al prossimo Consiglio comunale uno specifico punto all’ordine del giorno allegando anche le circa 1100 firme raccolte contro la vendita, per un dibattito che già si prospetta piuttosto acceso.

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