SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Anna Maria Rupilli, capogruppo consiliare della lista “La nostra città” alle scorse elezioni comunali di Monteprandone.

«”Abbiamo deciso di fare questo passo per dare alla minoranza una figura di garanzia per il consiglio, nominando vice presidente Alessandra Caponi, in quota al gruppo Pdl-Puzielli“. Così si è espresso il neo sindaco Stefano Stracci.

Forse sarebbe stato preferibile rispettare la designazione fatta dalla minoranza per ben due volte piuttosto che designare in maniera del tutto autoritaria la figura da loro prescelta. Scegliere per gli altri può anche essere giusto, purchè si abbia poi la coerenza di affermare ciò che effettivamente si fa. Vestire di democratico ciò che non lo è non mi piace molto.
Rispetto profondamente la figura di Alessandra Caponi ma ritengo che fare bei discorsi improntati a dialogo e collaborazione quando poi invece si impone, quanto meno sia criticabile dal punto di vista della coerenza.

Aver inoltre fatto riferimento alla compatibilità di due dei componenti della maggioranza non è frutto di una affermazione estemporanea. Esiste infatti la sentenza n. 8387 del 31 marzo 2008, in cui la Corte di Cassazione afferma che  “in materia di elezione alla carica di consigliere comunale sussiste l’incompatibilità di cui all’art.63, comma 1 n. 1 d. lg. 18 agosto 2000 n. 267 nel caso del dipendente che sia titolari di poteri di coordinamento di una Banca di Credito Cooperativo affidataria del servizio di tesoreria comunale al quale si riferisce l’elezione”.
La BCC è affidataria della tesoreria sino al 31 dicembre 2009 salvo rinnovo e Romano Speca e Nedo Tiburtini si sono definiti rispettivamente durante le elezioni “Quadro direttivo bancario” e “funzionario di banca” entrambe della BCC.
Sollevare ciò che suscita dubbi e perplessità fondate sulla legalità, correttezza e giuridicità di ciò che accade in Consiglio Comunale credo sia compito di ogni consigliere.
Creare deleghe e assessorati così frammentati in modo da dare gloria a tutti potrebbe non essere una scelta così condivisibile in vista del fatto che duplica replica e aggrava smisuratamente il lavoro degli uffici comunali e nella maggio parte dei casi… si rischia l’assenza di una visione globale e coordinata.
La Nostra Città è un comitato che studia, lavora e vigila in maniera minuziosa e pignola ma questa è una garanzia per il popolo di Monteprandone».

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