SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il consenso del 100% non esiste neanche nei regimi totalitari: sindaco Gaspari dixit, a proposito delle polemiche sorte attorno alla manifestazione di motonautica offshore “Powerboat P1” già dalla sua prima edizione a San Benedetto nel 2008.

La tappa del mondiale di motonautica che il mare sambenedettese ospiterà dal 3 al 5 luglio rappresenterebbe, secondo Riego Gambini e Nazzareno Torquati, un ospite alquanto indesiderabile per l’equilibrio biologico della fauna marina e in generale per l’equilibrio ambientale.

Torquati, ex assessore e oggi imprenditore del settore ittico alimentare, paventa la già avvenuta sparizione di alcune specie di molluschi e pesci, una volta abbondanti nella nostra costa e cita studi scientifici. «Non so e non ho la preparazione tecnico-scientifica per dimostrare che sia effetto del Powerboat dell’anno scorso. Molti però sono gli studi nel settore e uno recente di un gruppo di ricercatori dell’università di Vienna guidato da Eva Wysocki dice “che gli animali possono adattarsi a fonti di rumore anche intensi ma costanti. Al contrario, rumori imprevedibili in termini di variazione di frequenze ed intensità, come quelli generati dal passaggio di un’imbarcazione, determinano loro un alto grado di stress. Poiché è noto che alti livelli di cortisolo hanno effetti negativi sulla crescita, maturazione sessuale, risposta immunitaria e sopravvivenza degli animali, gli autori auspicano misure di mitigazione del rumore presso laghi e fiumi, magari ipotizzando l’uso di sistemi alternativi di propulsione nelle imbarcazioni (www.blublog.net/?p=290)».

(fonte: Lidia Eva Wysocki, John P. Dittami and Friedrich Ladich (2006). “Ship noise and cortisol secretion in European freshwater fishes” Biological Conservation, vol 128, p 501).
Torquati poi aggiunge: «Problemi di questa portata sono affrontati in ogni parte del mondo e addirittura in Mauritania se si viene sorpresi con barca a motore nel Banc d‘Arguin si rischia la pena di morte. Se vediamo le varie tappe del Powerboat: La Valletta, Istambul, Gothenburg, Manama sono tutte località ad alto fondale di gran lunga superiore ai 25 metri. Invece qui siamo a meno di sei metri di profondità e vicinissimi alla scogliera in una zona marina fortemente antropizzata con un ecosistema marino in condizioni drammatiche, con una forte erosione della costa dovuta a pontili posticci, e soprattutto in un periodo di riproduzione di tutte le specie ittiche».

Rivolgendosi al sindaco Gaspari, afferma poi: «Per tacitare ogni protesta poteva anche interpellare il nostro concittadino Giovanni Bosco Cannelli già direttore del Dipartimento di Bioacustica Marina del CNR di Roma».

RIEGO GAMBINI E IL CONSENSO Per l’esperto di bioclimatologia coordinatore del portale meteorivierapicena.net, altra voce critica sulla motonautica nei nostri mari, «solo in una forma di civiltà che sembra aver completamente dimenticato l’importanza della saggezza e del buon senso, il confronto su temi come quello che riguardano l’istituzione di un’area marina protetta diventa un fatto di “consenso” e non di lungimiranza».

Gambini poi aggiunge: «La logica e il buon senso mi portano a pensare che manifestazioni come il Powerboat sono la palese dimostrazione della presunzione umana, cioè quella di credere di disporre dei beni e delle risorse di questo pianeta in modo incondizionato. Certo è che se crediamo o ci costringono a credere che queste imbarcazioni, concepite per resistere per lungo tempo ad enormi sollecitazioni e carichi di lavoro per poter generare il più alto livello di potenza e di sfruttamento pratico di tale potenza, vengono alimentate con carburanti e lubrificanti, che dopo essere combusti, possono essere definiti biodegradabili, possiamo anche smettere di parlare subito. Se crediamo che la fauna marina (come anche la flora) gradisca lo “spettacolo” che a loro proponiamo con la prepotenza che da sempre contraddistingue l’essere umano, allora mi chiedo a cosa serve ospitare in città un dipartimento di Biologia marina per poi mostrare a quei ri-cercatori (di verità) che tanto non sarà la verità a stabilire cos’è saggio e cosa non lo è, ma il principio del consenso che ha sicuramente un effetto immediato ma che nel tempo non potrà che portarci sventura e disperazione».

«Se l’idea di trasformare la Sentina in un campo da Golf ha fatto indignare qualche amministratore “ambientalista”, non mi sembra da meno la voglia e l’ambizione di trasformare il mare antistante questa meravigliosa quanto sofferente costa Picena, in un Marodromo destinato al divertimento e allo svago di un popolo che si sente, per così dire, annoiato».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 700 volte, 1 oggi)