SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un milione e 450 mila euro l’esposizione bancaria, 300 mila con i fornitori, 140 di debiti Iva, 630 mila i contributi al netto delle eventuali ammende per i ritardi nei versamenti (e quindi il 30% in più), gli stipendi arretrati di quest’anno. E inoltre: 20 mila euro per l’iscrizione, 100 mila euro di fidejussione per iscriversi, oltre un milione e mezzo di fidejussione per il monte stipendi (dopo la crisi finanziaria non bastano più promesse di pagamento, le banche esigono il versamento di denaro contante nei conti correnti a garanzia dei pagamenti).
Questo è il “malloppo” Samb all’ingrosso. Ecco perché anche Fiorentini si defila: dubitiamo che l’imprenditore romano non fosse a conoscenza di questi dati, anche se magari, nella due giorni in cui ha mobilitato il suo commercialista Fogliamanzillo, ha acquisito ulteriori informazioni. Forse dettagli rispetto al “malloppo”.
Oggi occorre iscrivere la Samb: se questo non avverrà i rossoblu ripartiranno probabilmente dalla Prima Categoria o dalla Promozione. Chi può farlo? Elisa Tormenti, o il nipote Paolo, a nome della Samb. Per poi attendere fino all’11 luglio per sanare le pendenze con i calciatori, pena una definitiva esclusione ad opera del Consiglio Federale.
Spina è fuorigioco, così come Fiorentini il quale, forse, era stato consigliato inizialmente di prendere la Samb da qualcuno vicino ad Ermanno Pieroni, e che poi si è spaventato di fronte al fatto di trovarsi solo in questa avventura (ma, ripetiamo, conosceva il grosso della faccenda, sicuramente).
Una Samb che purtroppo è stata gestita malissimo da dicembre in poi, con contratti triennali esosi, basti pensare che il monte stipendi è schizzato dai circa 60 mila mensili di dicembre ai 100 mila mensili di gennaio. Chissà se qualcuno si sente in colpa. Visto come va il mondo del calcio, dubitiamo.
Ventiquattrore e si conoscerà il futuro rossoblu.

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