SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le sculture scolpite sugli scogli al molo sud del porto di San Benedetto hanno raggiunto e superato quota 100. Nel consueto clima di amicizia tra artisti provenienti da molti paesi del mondo, sabato 27 giugno si è conclusa, dopo una settimana di lavoro per modellare le rispettive opere, la 13ª edizione del simposio “Scultura Viva”, manifestazione grazie alla quale, appunto, sono ormai 103 gli scogli scolpiti lungo la straordinaria passeggiata in mare aperto di San Benedetto, da un totale di 95 scultori.

Ogni anno vengono invitati otto artisti, sei per la sezione “internazionale”, uno per la sezione “artista locale”, uno per la sezione “artista giovane”. Gli otto di quest’anno erano tre donne e cinque uomini: la svizzera Blanka Bernasconi, Francesca Bianconi (sambenedettese residente a Carrara, sezione giovani), la turca Evrim Kilic, Emil Adamec dalla Repubblica Ceca (residente da anni ad Hong Kong), l’italiano Francesco De Angelis (ascolano, per la sezione “artista locale”), il canadese di origini italiane Domenico Di Guglielmo, il torinese Maurizio Perron, Emanuele Rubini da Bitonto.

Un’edizione caratterizzata dal maltempo che per la prima volta nella storia di questa manifestazione ha messo a rischio il completamento dei lavori. Va detto invece che nella settimana tradizionalmente concessa per la realizzazione dell’opera, gli artisti non soltanto hanno lavorato sfidando le condizioni meteorologiche, ma in alcuni casi hanno anche prolungato la loro giornata lavorativa alle ore serali e in qualche caso persino all’intera notte, pur di presentare tradotto in pratica il progetto proposto nei mesi scorsi agli organizzatori (“Scultura Viva” viene allestita dall’associazione “L’altrArte”, in particolare dall’architetto Piernicola Cocchiaro e dal professor Fabrizio Mariani, in collaborazione e con il contributo dell’assessorato alla Cultura del Comune di San Benedetto, oltre che della Provincia di Ascoli e della Fondazione Carisap. Grazie ad internet, giungono decine di richieste di partecipazione da tutto il mondo, selezionate in base al curriculum e al progetto di ogni artista).

Come da copione, durante la cerimonia di sabato gli artisti hanno illustrato brevemente il contenuto delle rispettive opere. Adamec, che vive e lavora ad Hong Kong, ha modellato non uno ma sei scogli: “Dragon six”, onde rappresentare i draghi presenti nella mitologia di sei diverse nazioni europee. La Bernasconi ha modellato “Il tempo sospeso”, forma scultorea suggerita da una poesia di un autore anonimo ed ispirata alla clessidra, metafora del tempo. De Angelis, di Ascoli Piceno, ha scolpito “O sole mio”, per rappresentare la sua grande gioia nel vedere levarsi, ogni giorno, il sole dal mare. Di Guglielmo ha parlato della sua “Coming together”, due onde contrapposte che si fondono per originarne un’altra completamente diversa. La Kilic ha scoperto “Esplosione”, una sfera metafora dell’esistenza, che esce con forza dall’interno del blocco di travertino, per liberarsene senza però dimenticare le proprie origini. Perron, che può vantare la partecipazione a ben 85 simposi in tutto il mondo, ha realizzato “Fossile 9”, una forma organica fossile che tenta idealmente di uscire dal travertino, rimanendovi imprigionata. Rubini, che ha già preso parte alla Biennale di Venezia, ha realizzato “Ero dentro te”, scultura ispirata all’armonia del movimento femminile, accentuata dalla modellazione ricevuta dall’acqua e dal vento. La Bianconi, selezionata per la sezione Giovani, ha realizzato “Nautilus”, una scultura che nella sua forma a spirale vuole essere un omaggio alla sua città natale, sede del simposio.

«La galleria a cielo aperto che San Benedetto può offrire è ormai un patrimonio straordinario», ha detto il sindaco Gaspari durante il suo intervento, «Ringrazio davvero gli artisti, che in cambio di niente donano alla città un’opera per sempre. È nostro compito valorizzare sempre più questi lavori, con la videosorveglianza ormai indispensabile per evitare atti di vandalismo che deturpano le sculture, e l’installazione di faretti ad illuminare ogni singola opera, sfruttando l’impianto già predisposto». L’arch. Cocchiaro ha ringraziato da parte sua gli artisti, l’Amministrazione comunale (presente anche l’assessore alla Cultura Margherita Sorge) e gli sponsor, in particolare la ditta Elettropneumatica che come ogni anno fornisce l’attrezzatura necessaria al lavoro degli artisti. Il catalogo della rassegna, comprensivo delle opere risalenti alle precedenti edizioni, è stato realizzato dallo stesso Fabrizio Mariani, ed è disponibile all’URP del Comune, in viale De Gasperi 124 (tel. 0735.794555).

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