SAN BENEDETTO DEL TRONTO – All’associazione civica Cittadinanzattiva sul caso Ballarin non può essere di certo rimproverata l’incoerenza. A novembre in una nota ribadì che a suo parere i vincoli di legge sulla cedibilità dell’area del vecchio stadio dal Comune alla Fondazione Carisap erano tout court inaggirabili. Netti, definiti e inderogabili, oltre non si poteva andare.
Ora il movimento civico, che a San Benedetto annovera tra le sue fila l’avvocato Patrizia Logiacco e l’ex consigliere comunale Benito Rossi della sezione “Scuola di Città”, afferma: «Perché continuare ad infierire su quel tipo di riconversione dell’area Ballarin? Il Ballarin può essere rivalutato rispettando i termini di legge. Era chiaro che la legge c’era, c’e, e nessuna altra norma è stata emanata. Perché allora suscitare aspettative ai tanti cittadini dagli opposti banchi comunali (una teoria per aggirare il vincolo, consistente nella cessione del mero diritto di superficie oggi e della proprietà fra qualche decennio, fu portata all’attenzione da una consulenza legale richiesta dal consigliere del Pdl Bruno Gabrielli, ndr) tra dichiarazioni avventate e speculazioni interpretative?».
Prosegue l’intervento di Cittadinanzattiva: «Quando fummo invitati a sedere sul tavolo istituzionale ci assumemmo la responsabilità di affermare che quella operazione non si poteva fare, era quindi inutile accampare ipotesi di dubbia interpretazione legislativa. Siamo abituati a ragionare sul possibile pertanto è bene rimanere con i piedi per terra rispettando la legge che non può essere interpretata a proprio uso e consumo».

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