ASCOLI PICENO – Andrea Cardilli, coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori e neoeletto consigliere provinciale, interviene nella “resa dei conti” interna agli alleati del Partito Democratico.
Ribadisce le accuse all’assessore regionale Sandro Donati (Pd) compiute già dal segretario comunale sambenedettese dei democratici, Felice Gregori, e dal candidato presidente della Provincia Emidio Mandozzi e sostiene che si sia stata una rilevante mancanza di coesione interna al più grande partito del centrosinistra.
«Ritengo molto dannoso il balletto di accuse a cui abbiamo assistito in questi giorni in casa Pd. Di fronte a risultati elettorali di questo tipo serve l’onestà intellettuale di chiamare le cose con il loro nome. Assistiamo invece in questa fase al tentativo di distorcere pubblicamente la verità dei fatti, cercando di addebitare la colpa di una sconfitta a qualche singolo capro espiatorio». Invece, afferma Cardilli, ci sarebbe ben altro: «Ho potuto verificare che nel Partito Democratico l’indirizzo di azione, le strategie e le scelte fondamentali di questa campagna elettorale sono state vagliate in tutti gli organismi del partito, perciò i “risultati” sono di tutti i componenti del partito democratico».
CONTRO DONATI Pur ritenendo errato trovare capri espiatori, il numero uno provinciale dell’Italia dei Valori però fa la scelta di campo di inserirsi nella corrente del centrosinistra molto critica verso uno dei pezzi da novanta del Pd, l’assessore regionale Donati.
«A Donati, che in questi giorni sta facendo pesanti esternazioni di distanza da quanto scelto in ambito provinciale, vorrei chiedere dove è stato fino a ieri, perché non ha mai partecipato ad un evento di questa campagna elettorale (qui la presa di posizione a difesa di Donati da parte dell’ala del Pd ex Margherita), perché non ha mai fatto pesare le sue eventuali perplessità sulla linea condotta dal partito di cui è il massimo rappresentante a livello regionale e come può pensare di chiamarsi fuori dalla condivisione delle responsabilità?».
LA DIVISIONE DELLA SINISTRA Secondo Cardilli e l’Italia dei Valori (alleata del Pd al contrario della sinistra radicale) la divisione interna alla coalizione del centrosinistra ha contato meno sul risultato delle elezioni rispetto alle «dinamiche interne e ai giochi di forza dei vari gruppi dirigenti del Pd locale». In sostanza, sembra voler dire Cardilli, quella che a prima vista è stata dall’Idv ritenuta come coesione interna in realtà mascherava altro, nel Pd.
Il suo riferimento, specifica, è diretto alla «mancanza di una reale coesione interna al Partito democratico che ha pesato più di qualsiasi altra ragione sul risultato del ballottaggio. Più volte infatti, l’Italia dei Valori aveva chiesto garanzie di coesione di azioni e di intenti all’interno del Pd provinciale per poter continuare a rimanere in coalizione. Oggi i dati di fatto ci dicono che anche di fronte alle rassicurazioni avute, per altro ritenute fondamentali dal mio partito, le loro dinamiche interne non hanno garantito il raggiungimento di questo indispensabile obbiettivo e non è più né compito nè responsabilità dell’Italia dei Valori interrogarsi su questi argomenti. Guardiamo al futuro con senso di responsabilità e coscienza delle urgenze improrogabili che questo territorio ci pone, in primo luogo il lavoro e le politiche a sostegno dei giovani».

«Il nostro partito esce da questa tornata elettorale premiato da un grosso successo politico, certamente non si può negare l’amarezza per un traguardo non raggiunto su cui ci siamo investiti ciascuno con la propria specificità di “linguaggio”, di risorse e di energie interne. A Mandozzi rinnovo il riconoscimento per il grande lavoro svolto in questi mesi di durissimo impegno politico ed elettorale».

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