SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Lunedì farò un comunicato stampa attraverso il quale farò conoscere la mia definitiva posizione circa la possibilità di acquisire la Samb Calcio»: Massimiliano Fiorentini, imprenditore romano (precisamente di Artena e non di Valmontone come avevamo inizialmente scritto: i due comuni distano quattro chilometri), acquisirà nella serata di sabato tutta la documentazione relativa al bilancio del club rossoblu. Non lo farà direttamente ma attraverso il commercialista Vincenzo Fogliamanzillo, che nella serata di sabato sarà a San Benedetto per studiare accuratamente le carte (Fiorentini non lo dice, ma dovrebbe incontrarsi con l’avvocato Carlo Manfredi, che rappresenta la proprietà dei fratelli Tormenti, agli arresti domiciliari). Fogliamanzillo è legato a Edoardo Chiacchio, il consulente che già tre anni fa si interessò della Samb e che è entrato in contatto, qualche settimana fa, con Giulio Spadoni, uomo di fiducia di Sergio Spina. Chiacchio è convinto che la Samb possa giocarsela in una eventuale ripescaggio in Prima Divisione. Prima, però, occorre iscriversi al campionato di Seconda Divisione, entro martedì prossimo.
«Voglio essere chiaro: questo clamore attorno al mio nome non è una mia intenzione. Mi sono avvicinato alla Samb dando una mano all’amico Sergio Spina, ma avrei preferito restare nell’ombra – spiega Fiorentini – Precisiamo però che io non ho fatto una sponsorizzazione di 20 mila euro, ma ho dato un contributo personale durante i due mesi di gestione di Spina. Non ho scaricato le spese, dunque, ma ho fatto una elargizione».
Ma cosa porta un imprenditore di Roma a prendere così a cuore la situazione della Samb? Fiorentini dice che un paio di stagioni fa ha assistito ad una gara della Samb e da allora ha sempre voluto entrare nella società: «Ci ho provato l’anno scorso, e poi quest’anno come Spina è subentrato, non ho voluto mancare. Ma adesso non voglio illudere nessuno: il mio commercialista vedrà i numeri, e in quel momento potrò dire se l’acquisizione si potrà o non potrà fare. Adesso non posso dire nulla, fino ad ora si è parlato di ipotesi e dicerie, ma non posso scherzare di fronte a certe cifre. Non vorrei neanche più parlare con la stampa, se parlo con lei è solo perché mi ha cercato con insistenza. Mi farò sentire poi lunedì».
Ma Fiorentini non ha paura della massa debitoria della Samb, stimata a 2,6 milioni di euro? «Sia chiaro: non posso partire con l’obbligo di pagare dei debiti. Altrimenti la mia gestione, se partisse, avrebbe le ali tarpate in partenza». E come è possibile, vista la perdurante impossibilità dei Tormenti di eseguire quanto stabilito con una stretta di mano con Spina, prima del loro arresto (accollo totale dei debiti da parte dei tre fratelli martinsicuresi)? Chiediamo una indiscrezione che avevamo captato nei giorni scorsi circa la strategia di Fiorentini: i debiti bancari (1,4 milioni di euro), sono garantiti personalmente dai Tormenti; questo significa che il nuovo proprietario può non accollarli? «Questa è una domanda da un milione di dollari. Non so rispondere, valuteranno i tecnici».
Fatto sta che è meglio, per il popolo rossoblu, prepararsi al peggio (mancata iscrizione): se ci fossero novità sarebbero piacevoli sorprese.
Fiorentini, che dichiara di essere un imprenditore impegnato nel campo dell’edilizia (soprattutto produzione di solai e rivendite commerciali), dichiara di non essere solo in questa avventura: con lui ci sarebbero dei soci di Milano, rappresentati dalla società Amelia Management (in questi giorni Fiorentini è stato a Milano sia per questi contatti, sia per essere vicino a Maurizio Natali, all’Ata Hotel per la definizione delle comproprietà dei calciatori della Samb).
Fiorentini starebbe pensando anche ad allenatore e staff dirigenziale (ma non sarà suo cugino carnale Maurizi, allenatore della Cavese), anche se, ammette, «nulla potrà e dovrà dirsi prima di lunedì. Non voglio illudere nessuno e, se sarà sì, dirò sì, altrimenti mi tirerò indietro».
Sui rapporti con Spina Fiorentini è chiaro: «Andiamo d’accordissimo, qualcuno invece vuol far credere che tra di noi ci siano contrasti». Nel caso Fiorentini riuscisse nell’impresa, dichiara che vorrebbe coinvolgere l’imprenditore cuprense con una quota di minoranza. Ma un’altra è prevista anche per la tifoseria: «Sono una componente decisiva, senza di loro non si va da nessuna parte. Per questo motivo, prevedo che il 14% delle quote sociali sia destinata, se lo vorrà, alla tifoseria, in modo che conosca i meccanismi di gestione dall’interno della società, in trasparenza, e non dall’esterno».
Quarantotto ore e si saprà se la flebile speranza che tiene la Samb legata alla Seconda Divisione è realistica, o meno. Nel caso che ciò non avvenga – anche se ci sono poi più di 10 giorni per regolarizzare la situazione – gli scenari possono essere molteplici e molti già immaginabili e descritti in precedenza.

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