SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si chiama Massimiliano Fiorentini e potrebbe rappresentare una speranza per l’iscrizione della Samb al campionato di Seconda Divisione, diventata problematica nel corso delle ultime caldissime settimane. Trentanovenne imprenditore edile romano, per la precisione di Valmontone, lavora da sempre nell’impresa di famiglia, assieme al padre Vittorio, al fratello Valeriano e alla sorella Adelaide.
Il suo nome non è nuovo, ed è stato da noi anticipato, pur senza citarlo, nella giornata di ieri: fu pronunciato infatti da Sergio Spina durante la conferenza stampa del 30 maggio in cui l’imprenditore cuprense, prima di Samb-Lecco, presentò un abbozzo di organizzazione societaria, ignaro che l’arresto dei Tormenti avrebbe poi bloccato il passaggio societario già sottoscritto con strette di mano e dichiarazioni ufficiali. Fiorentini (quest’oggi a Milano, dove tra l’altro si trova il diesse Maurizio Natali alle prese con le comproprietà), infatti, avrebbe già aiutato Spina nella gestione dei mesi di aprile e maggio, sia pure marginalmente: di qui il ringraziamento ufficiale.
Ma a che punto si trova Fiorentini? Da quanto ci risulta, non avrebbe ancora avanzato proposte ufficiali all’avvocato Carlo Manfredi, o almeno nulla trapela su quel fronte, quanto meno fino al pomeriggio odierno. Eppure avrebbe già pronta una offerta per l’acquisizione definitiva del club. Capiamo l’incredulità generale: perché un romano dovrebbe accollarsi 2,6 milioni di debiti?
I consulenti di Fiorentini – che starebbero esaminando la situazione contabile della Samb – si sarebbero fatti una idea diversa: i debiti bancari, infatti, non sarebbero in capo alla Samb Calcio ma ai tre fratelli Tormenti, come si evince anche dal bilancio al 30 giugno 2008 da noi pubblicato. Perché? I debiti sono sempre della Samb Calcio, ma in caso di mancato pagamento le banche non hanno preteso garanzie reali sul patrimonio della Samb (che è, come in ogni società calcistica, estremamente volatile), quanto garanzie personali dei soci, ovvero Franco, Gianni e Marcello Tormenti, attualmente sempre agli arresti domiciliari con pesantissime accuse per truffe ai danni dell’erario e associazione a delinquere.
Dunque? Dunque il ragionamento è il seguente, non privo di logica: se le banche volessero la restituzione delle somme imprestate, la Samb Calcio potrebbe rifiutarsi di pagare e a quel punto le banche aggredirebbero, come da accordi, il patrimonio personale, o quel che ne sarà, dei Tormenti.
Il debito, dai 2,6 milioni attuale, si ridurrebbe a 1,2 milioni, quasi tutto accumulato nell’ultimo anno: di questo, almeno 600 mila dovrebbero essere pagati a stretto giro ai giocatori e per i contributi previdenziali, per permettere l’iscrizione del club. Ragionamenti da prendere con le molle e da verificare contabilmente e legalmente, ma non dovremmo sbagliare che è questa la valutazione di Fiorentini.
Si farà o no? Fiorentini sarebbe intenzionato ad andare avanti, ma, come spiegato, ancora non ha presentato alcuna offerta formale a Manfredi, né ha coinvolto ufficialmente Spina. Da valutare, infatti, sarà il rapporto che potrebbe esserci fra i due. Il tempo è agli sgoccioli e per questo motivo tutto dovrebbe emergere a breve. A meno che Fiorentini non desista dall’impresa, anche se, visti i tempi stretti, starebbe già studiando lo staff tecnico per la Samb. L’allenatore, ad esempio, dovrebbe provenire dalla zona campana. 
Se poi saranno buone nuove per la Samb o un’altra illusione, questo, al momento, non è dato saperlo, anche se noi siamo della fazione che vorrebbe la Samb iscritta ad ogni costo (con possibile ripescaggio) per poi valutare con più calma il da farsi. La Prima Categoria non ce la augureremmo mai.
Di seguito riportiamo un articolo comparso sul giornale “Cinque giorni” il 4 ottobre 2008, distribuito nella zona di Roma, con un articolo riquardante proprio Fiorentini (forse un poco agiografico, ma utile per conoscere la persona). Nella versione Pdf è presente una foto dello stesso, in cui abbraccia la figlia.
Appartiene ad una famiglia che ha fatto dell’edilizia la sua essenza di vita. Lavora insieme a sua sorella Adelaide, che è responsabile dell’amministrazione di tutto il gruppo e a suo fratello Valeriano, che si occupa del settore acquisti e logistica. Massimiliano, invece, è responsabile del settore produzione e progetti degli stabilimenti del gruppo e cioè, quello di
Castellaccio e quello di Sezze Scalo. A capo del gruppo c’è Vittorio Fiorentini il quale sempre vigile si assicura che i figli svolgano bene le loro mansioni. Massimiliano è riuscito a raggiungere obiettivi importanti. Il “Nuovo Centro Solai Fiorentini” di Castellaccio ha superato nel 2007, tutti gli stabilimenti italiani, per quanto concerne il numero di manufatti prodotti. Un altro obbiettivo raggiunto è la capacità che Massimiliano ha
mostrato di avere nel dare un nuovo volto allo stabilimento di Sezze Scalo, “La Asveca Solai”, acquistata nell’anno 2006. Fondamentale in questo stabilimento è la presenza di un’altra figura non meno importante delle altre e cioè quella del suo amico compare Franco. Oltre al lavoro, Massimiliano, nel tempo libero, coltiva degli hobbies: ama i cavalli, il calcio e andare in bicicletta, inoltre, è un papà, innamorato della sua unica figlia Giorgia, ormai un’adolescente, alla quale cerca di dedicare più tempo possibile. Massimiliano ha ancora alteri obiettivi da raggiungere! Infatti tra non molto partirà il cantiere a Silea (Traviso), il cantiere di P.zza dei Navigatori del Gruppo “ Acqua Marcia”, al quale è legato, il cantiere dell’Ospedale del Mare di Napoli, il cantiere all’ospedale di Frosinone, al tribunale dell’Aquila e via dicendo. Massimiliano vuole ringraziare pubblicamente la madre per averlo messo al mondo, ma soprattutto il padre, che nonostante i suoi modi forse un po’ duri, gli ha insegnato tutto cio che e servito a farlo diventare oggi un uomo di successo. Una storia imprenditoriale di successo.

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