SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Sembrava troppo bello per essere vero. La sabbia dell’intero litorale della Riviera era lì, dorata, abbondante e pronta per essere goduta dai turisti. Che i concessionari e gli albergatori si auguravano arrivassero, se non in massa, in quantità sufficiente per scacciare le avvisaglie di una stagione da incubo per via della recessione.

Poi la mala sorte, in questo caso le condizioni del tempo, ha deciso per il peggio con rovesci temporaleschi e mareggiate furiose che sono riuscite a superare persino le scogliere appena rinfoltite. Il risultato è stato disastroso. La furia delle onde è riuscita in pochi giorni ad erodere tutto l’arenile, specie in direzione nord dove le barriere sono soffolte, arrivando fino ad intaccare le file degli ombrelloni che gli chalet avevano piantato ognuno nella zona di loro competenza.

Poi ci si è messo anche l’Albula che ha rovesciato in mare tutta una serie di detriti legnosi che sono ancora accatasatati in bella fila lungo la maggior parte delle spiagge private in attesa di essere rimosse: «Un inizio peggio di questo non poteva capitarci», osserva sconsolato un bagnino mentre cerca di drenare con un rastrello la poca sabbia rimasta.

Certamente il riflusso ci sarà, ed in alcuni punti si vede chiaramente che l’acqua si sta ritirando, e molti esercenti si chiedono se l’amministrazione abbia intenzione di intervenire in modo deciso per cercare di ovviare ad una situazione che ha già posto un grave “handicap” sull’inizio della stagione in corso.

Da più di un componente le parti interessate, albergatori e concessionari di spiaggia, si sta pensando, se le cose non dovessero migliorare, di considerare la richiesta di “calamità naturale”.

Per fortuna le previsioni per luglio e agosto sono ottime, il peggio è sicuramente passato.

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