SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la sconfitta nei ballottaggi per il Comune di Ascoli e per la Provincia (le competizioni elettorali più importanti di questa tornata), il Partito Democratico cerca di serrare le fila e ripartire. Una sintetica quanto pregnante dichiarazione di intenti è quella firmata dai sindaci di dieci Comuni piceni amministrati dal Partito Democratico, e dai quattro nuovi consiglieri provinciali (Emidio Mandozzi, Lucio D’Angelo, Bruno Menzietti, Luigi Travaglini, Paolo D’Erasmo, quest’ultimo sindaco di Ripatransone).

«I risultati elettorali dei ballottaggi impongono un’attenta analisi all’interno del Partito Democratico per una riflessione seria ed approfondita. Vanno evitate valutazioni superficiali ed è utile sollecitare il confronto democratico all’interno della federazione provinciale a garanzia del migliore e più ampio dibattito».

Inoltre: «Ogni analisi, critica ed osservazione va fatta in quella sede e non a mezzo stampa, dal momento che il ricorso ai mezzi di informazione non aggiunge forza alle posizioni di nessuno». Punto di vista senz’altro opinabile. A noi sembra un passo indietro rispetto alla trasparenza che tutti i cittadini vorrebbero. E anche rispetto alla linea d’azione recentemente adottata dal segretario nazionale Dario Franceschini.
Gli amministratori del Partito Democratico piceno poi aggiungono: «Il nostro avversario era, è e rimane il centrodestra, e non si trova in alcun modo all’interno dello schieramento di centrosinistra. La nostra politica deve ripartire dal territorio e dall’unità del nostro schieramento, non sacrificando mai lo spirito collegiale che caratterizza il partito, specie quando si tratta di prendere importanti decisioni. Con questi sentimenti va ripresa l’iniziativa politica, in una prospettiva unitaria alla quale tutti debbono dare il loro contributo».


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