SAMB. Molti lettori ci stanno chiedendo di fare qualcosa per salvare la Samb dal baratro della sua scomparsa definitiva. Lancio, quindi, una proposta come già promesso una settimana fa. Ora mi sento più autorizzato grazie, appunto, alle richieste che riceviamo via commenti o via e mail. Scusatemi per qualche inesattezza che può sempre esserci parlando di numeri, di bilanci ancora non resi pubblici e di norme mediamente complesse.
A me risulta che per l’iscrizione, i relativi debiti con calciatori ed erario servono 600 mila euro. A quel punto la Samb avrebbe la possibilità di giocare il prossimo campionato di C2 (o di C1 in caso di ripescaggio).
Chi può farlo? Tutti. Il problema? Chi iscrive la Samb se ne accolla automaticamente i debiti che ammontano, secondo voci pubbliche, a due milioni di euro.
Le soluzioni? a) Un magnate al quale due milioni fanno tico-tico (solletico per i non sambenedettesi) che sposa la causa Samb e dà il via ad una nuova era, diversa dalle precedenti b) Il solito faccendiere che investe 600 mila euro per poi riprenderseli ai primi abbonamenti, acquista buoni giocatori per gettare fumo negli occhi fregandosene del fatto che i debiti riporterebbero in breve tempo al fallimento e zigzagando tra punti di penalizzazione, vittorie e giocatori non pagati ma impossibilitati a scegliere altre strade, vedi Pro Patria come ultimo esempio.
La prima soluzione ci piace, la seconda molto meno ma per motivi oramai stantii sono entrambe da scartare. Giusto?
La terza via? E’ anch’essa quasi irrealizzabile ma è in questo momento l’ultimo rifugio: una sottoscrizione popolare alla quale, lo confesso, io non ho mai creduto. Stavolta però la vedo come ultima spiaggia e vorrei indicarne i possibili termini per abbattere il debito di due milioni di euro. Un milione scomparirebbe grazie a chi lo ha maturato, cioè la famiglia Tormenti, il secondo milione grazie ad una sottoscrizione popolare, appunto. Come?
Il primo punto fermo dovrà essere la totale trasparenza della società che ha tirato fuori i 600 mila euro, da oggi in poi. Cosa possibile, a detta di quasi tutti, se a fare il versamento sarà Sergio Spina. Un nome che potrebbe, anche, dare concretezza alla “colletta” ma non basta, a parer mio.
Serve un garante credibile. Il primo nome che mi viene in mente è Ferruccio Zoboletti, come responsabile del conto corrente sul quale vigilare e comunicare giornalmente l’andamento della raccolta. Per la comunicazione noi ci mettiamo a disposizione concedendo uno spazio in prima pagina (credo che per tale compito aderiranno anche altre testate) dove far scorrere i numeri del conto che cresce con il nome di chi versa (si accettano anonimi ma il presidente ed un notaio dovranno sapere i loro nomi). Serve quindi anche un notaio di San Benedetto che GRATUITAMENTE offre la sua collaborazione professionale.
Le cifre saranno versate a chi di dovere soltanto quando serviranno veramente per raggiungere lo scopo. In caso contrario le somme verranno restituite. Compito al quale offriamo la nostra collaborazione a livello informativo. Il tutto dovrà avvenire in totale trasparenza anche perché si capirà finalmente chi, potendo, vuole aiutare la Samb e chi no. Senza che la mancata collaborazione costituisca un “peccato mortale”, chiaramente.
Si può fare? Bo! Tentar non nuoce anche se, probabilmente il poco tempo a disposizione potrebbe risultare il peggior nemico. A chi versa più di 300 euro un abbonamento per il prossimo campionato. Il resto a fondo perduto (per amore si può) e magari con una colonna davanti allo stadio dove scolpire i nomi di tutti coloro che hanno contribuito ad una salvezza adesso impossibile. Con la scritta “30 giugno 2009, salvarono la Samb”. Sto sfociando nel patetico? Spero di no.
Chiaramente tutta la nostra idea può essere variata e modificata secondo suggerimenti atti a migliorarla.

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