GROTTAMMARE – Il sindaco di Grottammare Luigi Merli interviene e commenta i risultati elettorali provinciali
Una pagina nera per la politica del Piceno, al ballottaggio ha votato il 50% degli elettori e il candidato vincente Piero Celani ha raccolto 5 mila voti meno del primo turno dove la sua coalizione aveva raccolto il 41% (non certo numeri da capogiro).
Una bruttissima pagina per il centro sinistra anche per il confronto con quello che è avvenuto nella nuova provincia di Fermo, dove un centro sinistra unito, con Cesetti, ha battuto Di Ruscio partendo come coalizione perdente ma ribaltando il risultato grazie alla grande coesione politica.
Nella provincia di Ascoli invece abbiamo gettato alle ortiche un patrimonio di esperienze, di buon governo e di voti. Divisi si perde non è una novità, ma l’analisi amara è che abbiamo regalato il governo della provincia a un debole centro destra impegnandoci oltre modo per riuscirvi.
Un suicidio politico annunciato e realizzato con pervicace volontà candidando alla competizione elettorale, in due liste contrapposte, il presidente e il vice presidente uscenti. Non occorre essere grandi politologi per affermare che chi ha costruito questo capolavoro politico oggi dovrebbe riflettere e trarne le ovvie conclusioni. Certo, in Italia nessuno perde e la colpa è sempre degli altri ma gli elettori hanno chiaramente e brutalmente punito una visione personalistica della politica, qualcuno pensava di rimanere da solo padrone del campo, invece solo e al comando abbiamo Piero Celani.
Bisogna dire basta ad un approccio politico come quello che ha percorso il Piceno negli ultimi tempi. E’ necessario ragionare su idee, su programmi, occorre pensare a salvaguardare il nostro territorio, a salvaguardare le nostre specificità e soprattutto pensare a risolvere i problemi della gente.
In Italia nessuno perde, nessuno si dimette, nessuno analizza con la giusta concretezza questo impietoso risultato elettorale; i cittadini piceni hanno scelto di farsi governare dal centro destra e questo credo che sia un messaggio di una chiarezza assoluta, gli elettori non sono pacchi postali, gli elettori pensano con la propria testa, valutano le situazioni e scelgono.
Abbiano chiaramente verificato che un centro sinistra unito vince e convince. Anche i risultati di Ascoli Piceno città, se letti nel confronto tra comunali e provinciali, danno l’idea delle potenzialità che stiamo sperperando.
È quindi il momento di un forte e radicale rinnovamento, che prenda forza dalle realtà già esistenti nel territorio piceno, dai tanti esempi di buon governo che caratterizzano tutti i Comuni governati da coalizioni rappresentative dell’intero centro sinistra e che poi risultano anche vincenti nei confronti elettorali, compreso l’ultimo. Vorrei citare Grottammare quale esempio di capacità di aggregazione politica, dove confrontandosi sulle situazioni reali, partendo anche da posizioni culturalmente diverse, si raggiungono grandi risultati tenendo costantemente al centro il bene comune e la capacità di dialogare, così si supera facilmente qualsiasi contrasto e, in una città che solitamente vota a destra, un centro sinistra che dialoga ottiene comunque e sempre grandi risultati.
La considerazione finale è banale e semplicissima: abbiamo un dovere da compiere che è quello di ridare fiducia alla maggioranza degli elettori del Piceno, lo dicono i numeri che siamo maggioranza, i quali sono semplicemente in attesa di una nuova capacità aggregativa basata sui programmi, sui progetti, sui problemi reali della gente e non su personali brame di potere.

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