OFFIDA – Se D’Alema aveva accennato a delle “scosse” per il governo e il risultato è stato l’escort-gate per Berlusconi, chissà se starà, adesso, pensando a questo angolo di Italia denominato Piceno per il quale, meno di una settimana fa, spese parole di incoraggiamento verso il candidato del Partito Democratico Emidio Mandozzi, poi comunque sconfitto da Piero Celani del Pdl al ballottaggio delle Provinciali.
Perché le “scosse” (con tutto il rispetto per quanto accaduto a L’Aquila di recente e ancora lunedì sera) da queste parti ancora non ci intravedono, ma le avvisaglie, invece, sembrano esserci tutte. Niente escort e velinismo, per carità: il titanismo berlusconiano non appartiene alla vita di provincia (ancora). E stavolta non è il Pdl a tremare, ma, ovviamente, il Pd, uscito sconfitto e prossimo ad una resa dei conti all’interno della classe dirigente locale.
Prova ne è – non siamo ancora allo scontro, ma a puntualizzazioni che presumono un futuro confronto, diciamo, piuttosto serrato – quanto affermato a Rivieraoggi.it da Valerio Lucciarini, neo-sindaco di Offida (sabato 27 si terrà il Consiglio Comunale in cui formalizzerà la sua giunta), il quale, in risposta al sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari (clicca qui), dice: «Se dobbiamo analizzare il voto, questo può avvenire solo attraverso una riflessione profonda e molto attenta rispetto al risultato del ballottaggio». Quando parla di “attenzione”, Lucciarini fa riferimento ad un lapsus di Gaspari, «sicuramente in buona fede» che però il nuovo sindaco della «roccaforte rossa» (parole di Gaspari) vuole da parte sua puntualizzare: «Alle elezioni comunali del 6 e 7 giugno scorsi ho ottenuto il 62,5% dei consenti, e non il 58% come erroneamente affermato – dice Lucciarini – Alle Europee il centrosinistra unito si è assestato al 57,5%, mentre Rossi e Mandozzi, assieme, hanno raggiunto il 61%. Nel 1999, quando come quest’anno si è votato assieme per Provinciali e Comunali, il centrosinistra si attestò attorno al 58% in entrambe le consultazioni». Come dire: la «roccaforte rossa» non ha ceduto, anzi si è rafforzata nel corso di dieci anni.
«Capisco che Gaspari vuole ridimensionare il risultato di Offida – continua il sindaco offidano, poiché nella cittadina collinare lo scarto tra Mandozzi e Celani è stato minimo – ma le cifre vanno lette bene e puntualmente, perché noi siamo orgogliosi ed entusiasti del risultato comunale, che ci darà spinta per governare questa città».
Al di là delle cifre, Lucciarini «auspica che le doverose riflessioni che si faranno sul risultato elettorale, come da nostra tradizione, avverranno all’interno dei circoli comunali, anche se comprendo le esternazioni confuse della prima ora» (anche qui, ogni riferimento a Gaspari non sembra puramente casuale).
Ma quale sarà il futuro del Pd piceno? «Come da nostri programmi, dovremo procedere ad un rinnovamento della classe dirigente, senza rinnegare nulla, ma consapevoli che questo ricambio comporterà, di conseguenza, l’affermarsi di una nuova linea». Chiediamo: è stato un fallimento dividere Mandozzi da Rossi? «Io faccio attività politica non attraverso i personalismi, ma confrontandomi con i partiti – termina Lucciarini – Sicuramente non trascuro l’importanza di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra e Libertà ma anche il centro democratico».
Intanto da Offida, dove da sempre l’ombra dell’attuale onorevole Luciano Agostini, offidano, è ben presente rispetto alle sorti del centrosinistra piceno, arriva un primo, pur garbato, distinguo rispetto al sindaco Gaspari. Occorrerà verificare nelle prossime settimane chi saranno – e in che modo – coloro che dovranno veramente farsi da parte. Tra Gionni, Mandozzi, Gaspari e Agostini, qualcuno resterà giocoforza con il cerino in mano, un poco bruciacchiato.

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