SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Contento non lo è sicuramente. Perdere la Provincia di Ascoli, per il centrosinistra e per il Partito Democratico, materializza una debacle sicuramente storica.
Giovanni Gaspari espone una analisi del voto che ricalca i commenti fatti anche a livello nazionale il giorno dopo del primo turno, il 6 e 7 giugno scorsi. Il centrodestra non sfonda, il Pd non crolla e mantiene la sua “linea gotica”.
«Nel Piceno abbiamo mantenuto le città che governavamo e abbiamo conquistato un Comune come quello di Cupra che era governato dallo stesso partito da più di venti anni». Perciò, continua Gaspari, non è il caso di parlare di assunzioni di responsabilità da parte dei vertici locali del partito. «Il segretario provinciale Mauro Gionni ha ottenuto buoni risultati».
Certo, per un partito che guarda al suo congresso nazionale non è mai superfluo dare uno sguardo alle nomine interne. «Guardate, il rinnovamento è un fattore sempre auspicabile – riflette Gaspari – e tutti gli incarichi interni sono a disposizione, ma non crediate che i processi sommari siano cosa buona e giusta. Io vi dico che il gruppo dirigente del Pd nel Piceno, e parlo di decine di persone, non solo Agostini o Gionni, ha sempre assunto decisioni a larghissima maggioranza, se non all’unanimità».
Perciò? «Perciò o si fa tutti un bagno di umiltà, oppure la strada per la fine è tracciata». Si badi, in questo discorso il sindaco di San Benedetto non risparmia la sinistra radicale e quindi Massimo Rossi. Lo sguardo al recente passato e al “divorzio” della coalizione che ha retto la Provincia per quattro anni e mezzo si condensa in questo concetto: «La sinistra radicale si è incaponita fino al sacrificio estremo, ci vuole umiltà anche da parte loro. Cesetti nella Provincia di Fermo ha vinto fra lo scetticismo generale. Lui non fa parte del Pd, ma ha accettato le primarie di coalizione. E allora torno a dire che la riflessione deve riguardare tutti, non accetto che ci sia chi dà lezioni e chi deve solo ascoltare». Lo slogan, secondo Gaspari, deve essere “no alla balcanizzazione del centrosinistra”.
«Non è pensabile l’idea che dalle macerie possa nascere qualcosa di buono. Berlinguer diceva che il Pci era una forza conservatrice e rivoluzionaria. Il Pd continua ad avere una diffusa responsabilità di governo nel territorio piceno, ha una forza che non va azzerata ma rilanciata. Attenti al tutti contro tutti. C’è un vento di centrodestra in tutta Italia, vorrà pur dire qualcosa se Lucciarini nella “piccola Russia” Offida ha vinto solo con il 58% alle comunali, pur se appoggiato da tutto il centrosinistra».
IL CENTRODESTRA DI CELANI Le alte percentuali ottenute dall’ex sindaco di Ascoli nei Comuni vicini al capoluogo (Acquasanta, Folignano, Arquata…) suggeriscono questa analisi a Gaspari: «Probabilmente il centrodestra ha cavalcato l’ascolanità di Celani per avere consensi. Noi invece no, perché qui mica si gioca a calcio». Poi nota. «Il voto nella città di Ascoli andrà analizzato attentamente, nel ballottaggio si è registrato un numero di schede bianche o nulle tre volte maggiore rispetto al numero registrato nelle comunali».
Gaspari poi ventila una riproposizione dei dissidi dell’era Martinelli all’interno della futura giunta Celani. Parla di una probabile futura instabilità per via delle pretese in termini di peso in giunta da parte del Map (Movimento autonomo piceno) e adduce come giustificazione il fatto che dalle ultime dichiarazioni di Celani non sembrerebbe più così scontata la delega di vicepresidente al sambenedettese Pasqualino Piunti.
L’ELETTORATO DI ROSSI Anche qui l’analisi del voto va presa con il beneficio d’inventario, almeno ora. «Certo è che a San Benedetto nel primo turno ci sono stati 2600 voti di differenza fra Celani e Mandozzi. Al ballottaggio siamo scesi a 510 voti. Sicuramente dipende dalla scarsa affluenza, per la quale non è esente da colpe l’eccessiva personalizzazione della politica attuale, di cui la gente si è stufata. Io per certo posso dire di conoscere molti elettori di Rossi che al ballottaggio hanno votato Mandozzi».
IL PD A SAN BENEDETTO Chiediamo al sindaco se il basso risultato ottenuto dal Pd nel primo turno a San Benedetto (appena un 19%) sia dipeso dalla qualità delle candidature, per le quali il Pdl invece ha messo in campo i suoi politici più in vista nel consiglio comunale. Gaspari minimizza, elogia il peso politico di candidati citando la lunga militanza di Albino Scarpantoni e risponde: «Siamo stati in linea con i risultati nazionali nelle elezioni provinciali, ripeto: tira un vento di centrodestra in tutta Italia, il centrosinistra dovrà rimboccarsi le maniche e rilanciarsi unito».

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