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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alle ore 16 conferenza stampa in diretta web di Sergio Spina. Sono presenti: Sergio Spina, i commercialisti Pignotti e Ortenzi, l’imprenditore Leo Bollettini.

SPINA: in questi giorni si parla di tutto. Volevo ribadire concetti espressi alla noia. Io sono sempre disposto ad acquistare la Samb, ma sono rimasti 4 giorni per pagamento contributi, iscrizione, liberatorie calciatori, eccetera.
Il nostro accordo prevedeva l’opzione che entro il 25 giugno la famiglia Tormenti doveva passare la Samb a me dopo una verifica contabile, cosa che non è avvenuta. Io non me la prendo con chi fa comunicati stampa. Ribadisco che sono rimasti quattro giorni. Il valore nato dall’accordo tra me e i Tormenti precedente è molto più alto di quello medio di una società di C2, ma è una questione di cuore e di tifoseria, perché accordi del genere normalmente non si fanno al termine del campionato. Questa è l’ultima volta che faccio dichiarazioni.
Alle condizioni pattuite, se si parla di un abbattimento del debito non a chiacchiere, io voglio una documentazione contabile e partecipata. Nessuno sta scappando, se faccio una conferenza stampa è perché non sto scappando, io non faccio comunicati stampa.

Spina ha in mano la bozza dell’accordo con i Tormenti, che due giorni prima della partenza per Lecco doveva essere siglata da tutte le parti per permettere ad un professionista di verificare contabilmente la situazione della Samb, per verificare se era tutto corretto.
Perché potevano dire che il debito è talmente alto che potevano ricapitalizzare.
Con Manfredi mi sono incontrato venerdì scorso con il mio consulente contabile Pignotti e un consulente della famiglia Tormenti. Ho detto che non ero interessato alla proposta fatta dal signor Di Natale: se non avevo una risposta chiara riguardo il monte debitorio, nel caso in cui il signor Di Natale voleva comprare la Samb, ben venga per il bene della Samb. Ho detto a Manfredi che a queste condizioni io mi tiro fuori. Sono sicuro che le banche accetteranno il piano di Manfredi. C’era una opzione per l’accordo con retrocessione in C2, anche se abbiamo sempre preso in esame la C1, perché volevamo salvarci. Il giorno prima dell’arresto Franco Tormenti disse che, anche in caso di C2, loro avrebbero in qualche modo concorso.
La situazione di stallo non ci permette di andare avanti.
L’avvocato Manfredi ha chiesto a me di farmi carico dei debiti, ma i miei consulenti me lo hanno sconsigliato. Al signor Di Natale ho detto che se vuole salvare la Samb, si mettesse a disposizione della città. Di Natale? Se la gente vuole me, io ho un senso di responsabilità doppio, perché io non so quali sono i programmi del signor Di Natale, quella sera che ci siamo incontrati non ho avuto ben chiari i programmi.  Io ho parlato con una persona che si è presentata comecon futuro papabile direttore sportivo, ma io non posso firmare a scatola chiusa.
Di Natale è una persona che secondo me ha disponibilità. Nessuno sta facendo nulla per bloccare la situazione, io mi auguro che l’avvocato Manfredi riesca a far combaciare il tutto. Credo che se i Tormenti non fossero in questa situazione, sicuramente avrebbero sistemato la situazione, ma purtroppo non lo possono fare, e io a quelle cifre non posso prenderla, sono stato sempre chiaro, la situazione è questa.
Ripartire da zero? Acquisire il titolo sportivo di altre società? (chiede un tifoso) Beh occorre stare sempre attenti a come ci si muove e come si parla, San Benedetto non può restare senza calcio, ma fino al 30 pensiamo a salvare questa Samb.
Un tifoso: facciamo una sottoscrizione popolare. Spina risponde: magari.

Caso Marconato: sicuramente è stato un giocatore che ha avuto un altissimo rendimento. Nulla da eccepire né sul lato umano che professionale. Bisogna essere però più chiari sulle cifre, Marconato ha preso 7.500 euro, e 5 mila il suo procuratore Maroni. Ognuno ha i suoi diritti, Marconato ha preso tre mensilità, rimborso affitto casa, rimborso chilometrico, più 5 mila euro del suo procuratore.
Da Manfredi cosa mi aspetto? Non lo so, il punto è questo e sempre questo. La famiglia Tormenti e Sergio Spina cercano di marciare all’unisono. Io se ci fosse un progetto credibile sarei disposto a farmi da parte per il bene della Samb.

Si sta creando una situazione confusa e soltanto la città ci rimette. Non ci sono fazioni contrapposte tra me e i Tormenti. Se per me la cosa viene presentata nella maniera in cui mi è stata presentata inizialmente, bene, altrimenti non so cosa fare.

Di Natale me lo ha presentato Luca Evangelisti per telefono, che ha fatto da trait d’union con Nicola D’Ottavio, e si è presentato con Di Giuseppe, che ha detto che rappresentava in quella occasione la famiglia Tormenti, anche se poi questo sembra sia stato smentito dai Tormenti stessi.

Dobbiamo stoppare un meccanismo pericoloso, perché si rischia di far pensare di far scaricare la colpa uno sull’altro, mentre loro purtroppo sono bloccati, perché anche volendo i Tormenti non possono fare nulla. Io non mi sono defilato, non è uno scarica barile, ma la situazione di stallo è evidente. Non possono fare le liberatorie, hanno i soldi bloccati. Penso che i primi interessati a sbloccare la situazione sono loro.

Il debito con le banche è di un milione e 400 mila euro, con delle garanzie personali dei tre soci che però adesso sono bloccate e non valgono nulla. Il problema è che l’avvocato Manfredi ha fatto delle lettere alle banche, io sono convinto che l’avvocato alla fine ci riesce, io andare a prendere i debiti attuali non posso.
Comproprietà: noi siamo una società retrocessa, i giocatori si sono svalutati, abbiamo 21 giocatori sotto contratto. Per le fidejussioni di contratto, tra Marconato, Dazzi, Pietribiasi ed altri siamo già ad un milione e mezzo di fidejussioni. Oggi c’è il problema che nessuno della Samb si presenta per le comproprietà, e con pochi soldi se le prendono le altre squadre, anche se spero che Natali e Evangelisti riescano a risolvere la situazione.

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