SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si fa sempre più complicata la situazione in casa Samb, tanto che alle ore 16 di oggi, lunedì 22 giugno, Sergio Spina, imprenditore cuprense ad un passo dal prendere la Samb prima dell’arresto dei tre fratelli Tormenti per l’inchiesta della Guardia di Finanza nei confronti della Navigo.it, farà conoscere, in una conferenza stampa al Comune di San Benedetto, la propria opinione.

Perché negli ultimi giorni di parole ne sono state dette tante. Le ultime, quelle di Elisa Tormenti, che ha la delega del giudice titolare dell’indagine per trattare con i creditori (essenzialmente tre banche, la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, la Banca Picena Truentina e la Carisap, almeno come da bilancio al giugno 2008, se nel frattempo non ne sono intervenute di nuove), la quale, con un comunicato inviato alla stampa, ha scritto: «Prendiamo atto con profondo rammarico della decisione di Sergio Spina di recedere all’acquisto della Sambenedettese in una fase in cui tutto faceva sperare in una favorevole soluzione. Il cospicuo abbattimento delle esposizioni dirette della società verso istituti di credito, appariva tale da consentire a Spina di non superare il tetto di spesa convenuto (euro 850 mila più il 50% del ricavato di alcune cessioni, più i crediti in Lega, il tutto per circa complessivi 1,4 milioni di euro). Comunque, puntualizzato che nessun incontro vi è stato tra me o i miei fiduciari e il signor Di Natale che non conosco, né sno pervenute proposte scritte, come richiesto al suo intermediario, che siamo disposti a firmare l’accordo con Spina anche all’istante, non potrò attendere gli sviluppi di questa iniziativa, scaturita dall’incontro tra Spina e il predetto nuovo interessato, sperando che la stessa sia vera, utile, serva alla salvezza della Samb, preferendola militante nelle categorie professionistiche piuttosto che tra i dilettanti».

Di questo comunicato colpisce la frase posta in neretto: «Il cospicuo abbattimento delle esposizioni dirette della società verso istituti di credito», che fa il paio con quanto scritto in precedenza dall’avvocato Carlo Manfredi, legale dei tre fratelli: «Con il possibile abbattimento di circa il 90% dei più elevati debiti, riconducibili quindi nell’ammontare complessivo, entro i limiti degli accordi raggiunti tra le stesse, prima dei noti fatti giudiziari riguardanti i Tormenti».

L’esposizione debitoria verso le banche, infatti, sarebbe attualmente pari a circa 1,5 milioni di euro. Il bilancio da noi pubblicato, al 30 giugno 2008, riportava i seguenti dati nei confronti delle banche: Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, 899.881 in c/finanziamento (rispetto ai 510.819 del 30 giugno 2007), euro 165.304 in altro conto corrente (era 83.935), la Banca Picena Truentina euro 332.438 (era 308.439), la Carisap euro 45.541 (era zero). Abbiamo sentito Gino Gasparretti, presidente della Banca Picena Truentina, che ci ha detto che nessuno lo ha contattato per i prestiti concessi dalla Bpt alla Samb Calcio (l’unica persona delegata a farlo è la signora Elisa Tormenti, che ha ottenuto appunto la delega del giudice).

Verificheremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni se gli altri istituti di credito sono stati contattati per l’abbattimento del debito bancario della Samb, che, secondo l’avvocato Manfredi, può arrivare fino «al 90% dei più elevati debiti». Intanto alle ore 16 seguiremo in diretta la conferenza stampa di Sergio Spina.

Riguardo l’incontro tra la signora Elisa Tormenti o l’avvocato Carlo Manfredi e Adamo Di Nicola (oggi è attesa la sua risposta) o suoi rappresentanti, prendiamo ovviamente per buone le dichiarazioni fatte, anche se ci sembra che all’incontro con Spina, in rappresentanza di Di Nicola, si sia presentato anche Claudio Di Giuseppe, dirigente della Samb di Tormenti e quindi persona, quanto meno, loro molto vicina. Strano che non abbia avvisato neanche con un colpo di telefono. Ma può succedere, se si è un poco distratti.

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