SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli assessori alla Cultura e alle Politiche del mare Margherita Sorge e Settimio Capriotti intervengono nel dibattito che si è sviluppato negli ultimi giorni sulla destinazione del Geneviève, imbarcazione per la pesca atlantica ormeggiata al porto di San Benedetto.

«Al di là dei buoni e condivisibili propositi sul ripopolamento del mare, finalità che si potrebbe perseguire con l’affondamento della barca», dichiara Capriotti, «ritengo che la Geneviève vada valorizzata diversamente, dal momento che è l’ultimo esemplare di peschereccio risalente all’epopea della pesca atlantica. Questa tutela è doverosa, come testimonianza dei fasti della pesca oceanica, che hanno forse segnato l’apogeo dell’economia cittadina. La tutela del Geneviève, inoltre, ci permetterebbe di evitare l’errore già fatto con l’ultima lancetta, che si trovava nella zona dei cantieri navali ed è andata persa».

«Tra le ipotesi più interessanti», afferma da parte sua la Sorge, «c’è quella di realizzare sulla Geneviève una delle sezioni del Museo del Mare di San Benedetto, che al momento può contare sul Museo Ittico, su quello delle Anfore e sulla Pinacoteca del Mare. Salvaguardare la memoria è il modo migliore per fissare in maniera chiara l’identità di San Benedetto. Stiamo molto lavorando su questo principio, e non solo con reperti storici, ma con persone in carne ed ossa, come i funai e le retare, protagonisti della ricorrenza del 3 febbraio, e di un documentario in fase di realizzazione, a cura dei fratelli Croci, in collaborazione con Benedetta Trevisani del Circolo dei Sambenedettesi e con Gino Troli».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 565 volte, 1 oggi)