COLONNELLA – Italiano, dai 25 ai 75 anni, arriva anche da lontano (percorre fino a 150 km) e chiede spesso di avere rapporti sessuali non protetti. E’ questo il ritratto del cliente-tipo che usufruisce del mercato del sesso lungo la Bonifica del Tronto.

La fotografia è stata rilevata analizzando i dati forniti dall’associazione On The Road e dai Comuni che si affacciano sulla Bonifica del Tronto, in un incontro pubblico che si è tenuto a Colonnella venerdì 12 giugno sul tema “Prostituzione e nuove schiavitù: il caso della Bonifica del Tronto”.

Un centinaio di residenti nei comuni attraversati dalla Bonifica, il presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, i sindaci di Colonnella e di Controguerra (che, tra i primi, hanno adottato ordinanze per spostare le prostitute dal proprio territorio) e gli operatori di On the Road, l’associazione di Martinsicuro che lavora con vittime di tratta e sfruttamento lavorativo e sessuale hanno messo a confronto venerdì sera punti di vista ed esperienze molto diverse.

Nel corso della serata si è discusso dell’effetto delle ordinanze tese a scoraggiare la prostituzione in strada, che ha spinto molte persone a lavorare in appartamento. Ne è derivata una diminuzione di prostitute su strada ma una più difficile individuazione delle stesse, vittime di tratta e di sfruttamento.

«Adottare ordinanze per scoraggiare la contrattazione in strada e sanzionare i clienti delle prostitute non è la soluzione, lo sappiamo, – ha spiegato il sindaco di Colonnella Marco Iustini – ma l’ordinanza è stata uno strumento per dare una prima risposta agli abitanti della zona più colpita dal fenomeno della prostituzione in strada e per avere un’idea su chi siano i clienti. Risposte più articolate andranno cercate insieme».

Dello stesso parere anche Dino Pepe, presidente dell’Unione dei Comuni: «Il problema che dobbiamo affrontare è sociale e culturale. L’unione dei Comuni è disponibile a valutare risposte sinergiche che tengano insieme l’esigenza dei Sindaci di assicurare la vivibilità dei territori e il rispetto dei diritti di chi vive in condizioni di marginalità». Aggiunge poi una proposta: «Perché non destinare i proventi delle sanzioni ai clienti per interventi di carattere sociale?».

In base ai dati raccolti da On The Road la maggioranza delle prostitute che esercitano sul territorio è di origine nigeriana (circa l’ottanta per cento): donne giovanissime che, quasi sempre per arrivare in Italia alla ricerca di una vita migliore sono rimaste vittime di organizzazioni criminali dedite alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione. Per uscire dal circuito dello sfruttamento viene imposto loro il pagamento di somme  ingenti di decine di migliaia di euro, da reperire attraverso il proprio lavoro. Possono pertanto impiegarci anni,  e sono anni di violenze e gravissimo sfruttamento .

E sono proprio le nigeriane quelle che si mostrano particolarmente disponibili ai contatti offerti da On The Road (661 contatti effettuati  nel periodo maggio-dicembre 2008, rispetto ai 116 di brasiliani, 107 di italiane, 66 di romene, 37 di albanesi, 38 di polacche, 15 di cinesi) e nello stesso periodo di riferimento sono sempre le nigeriane che costituiscono il numero più alto di ragazze che hanno usufruito dell’assistenza di On The Road per l’accompagnamento presso i servizi socio-sanitari (97 accompagnamenti rispetto ai 25 di brasiliani, i 13 di rumene e i 4 di italiane).

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