ASCOLI PICENO – Dopo il successo elettorale (ma con esclusione dal ballottaggio decisivo per la guida della Provincia), è il momento della riflessione per il presidente uscente Massimo Rossi e per le liste e le persone che li hanno sostenuti.
«Che fare al ballottaggio del 21 e 22 giugno?» si interroga l’associazione di riferimento Piceno al Massimo. «Riteniamo che i voti non possano essere indirizzati, spostati, apparentati come se fossero pacchetti in proprietà di organizzazioni, candidati, segreterie di partito: per questo che ai nostri elettori non diamo alcuna indicazione di voto per il ballottaggio, nel rispetto della loro intelligenza, del loro senso critico e della loro storia».
Ma poi sono stilettate per gli ex compagni del Pd, che con Mandozzi, neanche velatamente, chiedono al “popolo di Rossi” di appoggiarlo nel ballottaggio che lo metterà di fronte a Piero Celani del Pdl.
«Perché lo stesso spirito di coesione non ha animato i dirigenti del Pd quando hanno deciso di candidare un altro rappresentante del centrosinistra contro il presidente Rossi? Se i dirigenti del Pd non avessero sciaguratamente deciso di disperdere questo straordinario patrimonio di fiducia, dividendo il centro sinistra, l’appello di questi giorni a battere la destra non sarebbe stato necessario. Votare soltanto per sperare di tenere unito il centrosinistra, forse, potrebbe premiare chi il centro sinistra l’ha diviso e probabilmente, sotto l’impulso di interessi e spinte personali, continuerà a dividerlo».
Eppure Rossi e i suoi «sulle questioni di metodo sarà il caso di turarsi il naso, visto le pratiche interne a logiche di potere ora seguite». Mentre sui “contenuti” si chiede espressamente: «Per esprimere il nostro consenso dobbiamo sapere, con chiarezza e concretezza se e come verrà realizzato il polo scientifico della Sgl Carbon; come verrà gestito il governo del territorio, come e con quali strumenti verrà tutelato il paesaggio, il patrimonio di specificità naturali e culturali di cui è intessuto, che cosa Mandozzi e Celani intendano fare del Piano Territoriale di Coordinamento adottato dalla precedente amministrazione Rossi, se intendano mantenerlo per riqualificare il territorio anziché consumarlo, mettendosi così al passo con l’Europa e con le sue aree più sviluppate; secondo quali principi metodologici e tecnici verrà portata avanti la realizzazione della Mezzina; se e come si renderanno operative le linee guida già approvate dalla giunta Rossi per pianificare la localizzazione degli impianti fotovoltaici allo scopo di non deturpare il paesaggio rurale e di non ridurne l’attrattività turistica» (naturalmente questi ed altri temi saranno oggetto della nostra diretta video di lunedì prossimo, ore 12: inviate le vostre domande a info@rivieraoggi.it).
«Infine le persone: premesso, al fine di sgombrare il campo da ogni possibile equivoco, che né a Rossi né a nessuno di quanti lo hanno sostenuto interessa negoziare posti o ruoli di sorta, è irrinunciabile per poter esprimere un eventuale consenso che i futuri presidenti facciano conoscere la composizione della giunta» si legge nella nota.

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