GROTTAMMARE – Come era prevedibile, il divorzio fra Mandozzi e Rossi ha portato a diverse discussioni in molte città come conseguenza del ballottaggio fra Celani e Mandozzi. La domanda infatti che subito tutti si sono posti è proprio “Chi ha votato Massimo Rossi, chi voterà al ballottaggio?”.

Se Massimo Rossi ha rimandato ad una scelta collettiva sull’eventuale sostegno a Mandozzi, mettendo alcuni punti fissi come lo stabilire fin da ora i contenuti programmatici e le persone che eventualmente andranno ad occupare le poltrone, il PD a Grottammare aveva richiesto il sostegno alla sinistra come «Impegno per non concedere la Provincia al centro destra».

Nel particolare a quest’ultima affermazione arrivata dal circolo del PD di Grottammare, risponde il segretario di circolo Lorenzo Rossi, esponente del Prc e figlio del presidente uscente della Provincia: «Rifondazione Comunista ne dovrà discutere con calma e ponderazione, tuttavia non posso sottrarmi dal rispondere a titolo individuale», specificando che la sua è una presa di posizione personale nei riguardi di Natalino Mori e del Partito Democratico.

«Ritengo fastidiosi e pelosi – afferma Lorenzo Rossi – gli odierni appelli all’unità del centrosinistra che giungono dalle stesse personalità che hanno lavorato per la rottura della coalizione guidata dal Presidente Rossi verso successi riconosciuti a livello nazionale e internazionale e che oggi, dopo il loro crollo elettorale, non sentono neanche l’esigenza di una pesante autocritica», posizione che sembra essere quella maggioritaria fra i sostenitori del Presidente uscente, a leggere i commenti degli ultimi giorni.

«Inoltre – continua – reputo ridicolo e provocatorio vantare una vittoria di Mandozzi a Grottammare per 54 voti su Rossi, pochi decimali, quando i voti validi in tutto il Comune sono stati la bellezza di 8 mila 289. Ricordo al PD di Grottammare che nel collegio centro nord Rossi ha preso il 33% superando di 9 punti Mandozzi, mentre il PD ha ottenuto un misero 12,8%, scavalcato dalla lista “Sinistra per Rossi” (che ha eletto proprio qui il giovane Massimiliano Binari). Anche il 21,9% complessivo è invece merito della perfomance innegabile, ma del tutto personale, del neoconsigliere Travaglini nel solo collegio sud: esso resta tuttavia un dato di gran lunga inferiore a quello nazionale del PD medesimo e poco più che pari a quello – disastroso – conseguito in questa provincia. Ma se a Natalino Mori serve questa medaglia d’argento ammaccata, magari per marcare peso all’interno dell’amministrazione comunale, allora che se la affigga pure al petto. Come se io mi vantassi del 7,3% preso da Rifondazione Comunista in città e di aver mancato l’elezione in Consiglio del compagno Gabriele Illuminati per meno di un voto: la gente è stufa del fatto che il giorno dopo le elezioni sembra che abbiano vinto tutti e nessun dirigente vuole ammettere la sconfitta».

Lorenzo Rossi mette in dubbio inoltre anche la tipologia della campagna elettorale del candidato Mandozzi, «lontana dalla politica e dai programmi e animata invece dal risentimento, dall’invidia e dalla scorrettezza. Istinti, questi, che a Grottammare hanno visto riaffacciarsi in sostegno all’ex sindaco di Spinetoli vecchi personaggi sconfitti in passato dalla lista civica comunale guidata da Rossi e personalità trasformiste da tempo ostili alla nostra comune esperienza amministrativa».

«Il ricatto di consegnare la Provincia alla destra, per quanto mi riguarda, non vale, se prima non ci sarà una seria autocritica, coincidente a mio modo di vedere con le dimissioni di tutti i dirigenti provinciali del centrosinistra. Del resto, anche il mio mandato è a disposizione dei compagni del circolo».

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