SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se fosse stato un film, saremmo stupiti per il montaggio perfetto, per la scelta dei tempi, per il tragico finale. Purtroppo, nonostante i virtuali pizzicotti con i quali si cerca di destarsi, non vi è dubbio che non si tratti di fiction né di sogno, ma di crudissima realtà.
Eppure qualcosa sembra sfuggire alla razionalità. Tre anni di indagini sulla famiglia Tormenti per presunte false fatturazioni (il 19 giugno 2006 i fratelli Tormenti, da 13 giorni proprietari della Samb, scrissero un comunicato, “Dalla stampa troppa enfasi sulla Navigo.it”, in relazione alle prime visite delle Fiamme Gialle), una indiscrezione di stampa di un giornale nazionale come “Il Mondo” (minacciato di querela poi, pare, effettivamente fatta, ma poi l’indiscrezione, storia di questi giorni, è diventata realtà), una condanna per violazione della privacy a Marcello Tormenti in una vicenda che, pur differente da quella in oggetto, aveva delle affinità.
Tre anni. Mille e novantacinque giorni.
In questi mille e novantacinque giorni (esattamente 1094, dal 7 giugno 2006 al 5 giugno 2009, contando l’anno bisestile) nessuna ventilata ipotesi di arresto, nessun processo aperto (tranne quello culminato con una condanna in primo grado a Marcello). Le voci che erano prese a circolare fin dai primissimi giorni, relative al processo che coinvolgeva Marcello Tormenti, denunciato da un cittadino sambenedettese, e le visite della Finanza, culminate nell’accusa de Il Mondo, facevano presagire che se fosse accaduto qualcosa, beh, qualche piccola avvisaglia c’era stata. Nulla lasciava immaginare l’esplosione di accuse così dettagliate delle Fiamme Gialle, addirittura con arresti notturni per i proprietari della Samb e l’accusa infamante di associazione a delinquere per un giro di 77 milioni di euro. Inimmaginabile.
Ma questo non è accaduto né in quella prima visita della Finanza, il 17 giugno 2006, né quando Il Mondo ha descritto per filo e per segno le indagini in corso, né quando Marcello è stato condannato. Questo è accaduto in un giorno particolare per la storia della Samb.
Il 5 giugno, venerdì, i Tormenti sono stati arrestati.
Il 7 giugno, domenica, la Samb giocava una partita decisiva per sapere se fosse rimasta in Prima Divisione, o retrocessa.
L’8 giugno, qualsiasi fosse stato il risultato, Spina e i Tormenti avrebbero firmato l’atto per il passaggio di proprietà.
L’atto prevedeva che i Tormenti si accollassero la totalità dei debiti, quegli incredibili due milioni accumulati in due anni, ma, con ogni evidenza, soprattutto nella stagione in corso, da dicembre in poi (scientemente, si oserebbe dire, se questa evenienza rientrasse nella razionalità e non nell’indescrivibile: ma noi l’avevamo scritto per filo e per segno). Spina cacciava 1,7 milioni di euro in caso di salvezza (e quindi il debito, grossomodo, veniva annullato, considerando anche che Spina si era fatto carico della gestione di aprile, maggio e giugno). In caso di retrocessione, 850 mila euro.
I Tormenti sono stati arrestati, rendendo di fatto loro impossibile adempiere a questo accordo, il giorno lavorativo precedente all’accordo. Su 1094 giorni, il caso ha voluto che questo evento accadesse nell’ultimo giorno utile. Quello a ridosso della partita dell’anno. Quello a ridosso dell’accollo dei debiti. Non un giorno dopo, quando la loro firma sull’atto sarebbe stata apposta con la loro esclusione dalla Samb. Non un giorno prima, quando ci sarebbe stato, forse, più tempo per capire e organizzare la situazione e una reazione. I soldi in qualche modo già pagati da Spina, in questo momento, sono carta straccia. Addirittura qualcosa è stato versato nelle casse della Samb (di proprietà dei Tormenti) ma le banche le hanno bloccate.
Un’altra società, la Fifa Security, ha, del tutto legalmente e legittimamente, inoltrato ingiunzione di pagamento pena la messa in mora.
I Tormenti, in questo momento, possono firmare qualsiasi atto di vendita, perché non è stato emesso alcun atto di interdizione della loro capacità di agire. Nella giornata di giovedì tuttavia il loro avvocato per la parte commerciale, Carlo Manfredi, è stato occupato in altre vicende e ha dovuto rimandare l’incontro a venerdì 12 giugno.
Ma una famiglia indagata per associazione a delinquere, con quale razionalità (questa parola ricorre non casualmente) può accollarsi più di due milioni di euro di debiti?
Non accadrà mai. A meno che i Tormenti non vogliano davvero riscattare questa bruttissima pagina e provare ad essere eroici. Ma siamo fuori dal film.
Dunque il futuro è scritto: la Samb perderà tutte le comproprietà, e poi non potrà iscriversi.
Sarà destinata al fallimento e il titolo sportivo, in qualunque categoria sarà destinata la squadra rossoblu (e nonostante il consulente Chiacchio abbia spiegato al direttore generale Spadoni che ci sarebbero buone possibilità di ripescaggio in Prima Divisione, qualora si procedesse all’iscrizione entro il 30 giugno), sarebbe messo all’asta.
Ci chiediamo, dunque:
– è possibile verificare e rendere pubblico il bilancio della Samb (31 dicembre 2008) e soprattutto gli eventuali nuovi movimenti passivi avvenuti dopo la sua stesura, in possesso anche del gruppo Spina oltre che dei Tormenti, per conoscere la situazione debitoria esplosa in maniera così clamorosa? Rivieraoggi.it si rivolgerà ai consulenti tecnici delle due parti e ai consulenti legali e, se non vi saranno opposizioni tecniche (nel qual caso ne renderemo conto pubblicamente) o legali (nel qual caso ci atterremo alla legge), provvederemo a far conoscere le voci passive e la loro formazione.
– Perché negli ultimi giorni nella nostra vernacolare città circolano voci atte a screditare l’operato di Sergio Spina, come se lui poteva prevedere l’arresto dei Tormenti e avvantaggiarsi da questa situazione (che invece, crediamo, lo stia danneggiando soprattutto economicamente, e con lui il gruppo che si andava formando)? C’è qualcuno che vorrebbe prendere il suo posto a quattro becchi, all’asta fallimentare, magari di una società precipitata nelle categorie dilettantistiche? Oppure questa è soltanto una nostra fantasia?
– E’ possibile auspicare, da parte delle forze politiche cittadine, un intervento e una pressione rapida sulle parti coinvolte, al fine di definire in tempi brevissimi le possibili soluzioni?
Tre domande, alle quali ne seguiranno sicuramente delle altre nei giorni a venire, e alle quali cercheremo di dare una risposta. Ce lo chiedono i lettori. Ce lo chiedono i tifosi. Ce lo chiede la nostra coscienza. Ce lo chiede la storia della Samb.

Ps. Ricordiamo ancora una volta che i commenti all’articolo non possono essere diffamatori, non possono comunque ledere in alcun modo terze persone e devono essere scritti nella maniera più corretta possibile.

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