GROTTAMMARE – È andata in scena al kursaal giovedì 4 giugno un bellissimo cortometraggio dal titolo “Pace Pace la guerra non ci piace“, realizzato dagli alunni della 3 D dell’istituto Speranza di Grottammare.
Chiediamo all’insegnante Alessandra Ballestra ideatrice del filmato come sia nata questa idea.
«L’idea di parlare della pace e del conflitto in generale, come considerazione di tipo etico, c’è sempre stata nel progetto educativo che stiamo portando avanti da diversi anni sui diritti dell’uomo e dei bambini. Ho cercato poi d’impostare la mia didattica, cercando di sviluppare il pensiero autonomo di ciascuno e mai imponendo in maniera eteronoma, diktat su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Mi è sempre piaciuta molto una frase del  mio filosofo preferito, Kant, che diceva ai suoi alunni di Jena: “Vi insegnerò a pensare, non a ripetere pensieri di altri“».
Continua l’insegnante: «Ritengo che nonostante i bambini siano piccoli, possiedono comunque un vasto patrimonio di idee personali che non vanno soffocate, ma che invece vadano incoraggiate ad esprimersi e soprattutto a “pensare” criticamente il mondo che li circonda. Per quanto riguarda il progetto sulla pace, siamo partiti dalla lettura di alcuni libri per bambini in cui si parlava di diversi conflitti attualmente esistenti, da quello israelo-palestinese, alla difficile situazione dell’Afghanistan, a dei racconti dall’ultima guerra a Baghdad. I bambini hanno preso coscienza di mondi diversi, di racconti di altri bambini che vivevano altre vite ed insieme abbiamo così cominciato a riflettere, sulla vita degli altri ma anche sulla nostra, sui conflitti di tutti i giorni e sulla necessità di stare insieme per condividere esperienze positive, sul superamento dei piccoli egoismi quotidiani, sulle ragioni per cui si litiga e se se ne può fare a meno per evitare disastri più grandi.»
Secondo lei come è andato il progetto?
«Devo dire che sono rimasta sorpresa nel momento in cui ho dato come compito di scrivere degli acrostici con le parole Pace e Guerra perché sono venute fuori delle bellissime frasi molto spontanee e molto poetiche. Questo è stato un po’ il momento della verifica del progetto, perché anche se nella vita di tutti i giorni i bambini hanno continuato a litigare come sempre e come sempre a fare pace, hanno comunque dimostrato di aver preso coscienza che il  processo che porta alla pace è un percorso positivo da percorrere con consapevolezza. Il video è stata un’esperienza nuova per tutti, perché fino ad adesso avevamo fatto delle rappresentazioni dal vivo, ma questa volta ho voluto intraprendere questa forma di comunicazione, affinché loro stessi potessero sedersi tra il pubblico e “rivedersi” come protagonisti di un prodotto finale comune di collaborazione e partecipazione. Per concludere, pur non avendone nessuna certezza, in quanto il lavoro dell’insegnante non ne dà, lavorando su variabili umane uniche ed imprevedibili, spero di aver dato stimoli positivi allo sviluppo del pensiero e della riflessione in ciascuno dei bambini che hanno partecipato al lavoro complessivo di questo anno scolastico.

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