SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua l’ansia per i familiari dei sedici marittimi imbarcati a bordo del rimorchiatore Buccaneer, sequestrato in Somalia dai pirati. Un destino che riguarda dall’11 aprile scorso anche il nostromo sambenedettese Filippo Speziali.

Martedì il ministro degli Esteri Franco Frattini ha incontrato a Roma il Gruppo internazionale di contatto per la Somalia. Presso la Farnesina c’era anche il premier somalo Omar Abdirashid Ali Sharmarke.

Nessun blitz militare dalle navi italiane pur schierate in zona e nessuna trattativa sottobanco, questa la linea ribadita ancora una volta da Frattini sul caso Buccaner.
«L’Italia è disponibile a formare il personale di polizia e delle guardie costiere somale, assicuriamo al governo locale il massimo impegno per fronteggiare i pericoli per la sicurezza e la circolazione nel Golfo di Aden. La nostra nave Buccaneer è in mare accanto ad altre. Questo rende difficile qualsiasi azione che preveda l’uso della forza».

E ancora: «La situazione del Buccaneer è più complicata se la paragoniamo alle operazioni americana o francese, relative a equipaggi in cui vi erano due o tre ostaggi con due o tre pirati, mentre qui abbiamo molte decine di persone a bordo. Quanto alla trattativa, essa è solo politica. L’Italia si affida alle autorità di governo, a quelle centrali e a quelle locali, e non ci sono trattative sottobanco».

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