SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E ora remiamo tutti dalla stessa parte. Pare voler dire questo Emidio Mandozzi, in attesa del ballottaggio che fra due settimane riproporrà il duello Partito Democratico-Popolo della Libertà per la guida della nuova provincia picena.

«Sono convinto che il Piceno abbia tutte le carte in regola per cercare e trovare il proprio rilancio economico ed occupazionale, così come sono ancora più convinto che questo rilancio possa avvenire solo contando sulle forze e sulle capacità di un centrosinistra unito e coeso, che mi sento di chiamare ad una prova di forte appartenenza ad un comune sentire, che non può essere certo quello incarnato dalle politiche di Piero Celani e Silvio Berlusconi».

Il “divorzio” Rossi-Mandozzi, per quest’ultimo, deve diventare acqua passata: «La divisione su un progetto figlio di una non univoca visione politica non può e non deve diventare una divisione tout court sulla quale scaricare tensioni o rivalse fini a sé stesse, con il rischio di alimentare la logica perversa del “tanto peggio, tanto meglio”, che farebbe del male soprattutto ai cittadini di questo territorio. Non lo dico io, ma lo hanno affermato i tanti che hanno votato per me e per il centrosinistra così come hanno votato per Rossi e la sua coalizione, i quali ora ci chiedono di non disperdere questo patrimonio di fiducia accordataci».

Il centrosinistra non se lo potrebbe permettere, di perdere questa provincia storicamente schierata dalla sua parte e da lei governata: «Chiamo a raccolta tutto il centrosinistra, chiamo ad una unità e coesione i tanti che si riconoscono nella nostra politica ma anche i tanti che ieri avevano e oggi continuano ad avere un pensiero diverso dal nostro ma ugualmente ancorato ai “nostri” valori comuni, che sono quelli propri della coesione sociale e della salvaguardia di chi è più debole. Per far continuare a vivere questi valori – continua il candidato presidente del Partito Democratico – credo sia doveroso fare tutti ogni sforzo possibile a che la nuova Provincia di Ascoli possa godere di progetti politici ed impegni personali di gente capace, onesta, lungimirante, come tale riconosciuta dagli elettori il 6 e 7 giugno scorsi, che possa traghettarla fuori dalle sabbie della crisi in cui si dibatte tutto il Piceno».

Mettere da parte ogni risentimento personale, questo è quanto chiede l’ex assessore al Lavoro della giunta provinciale di Massimo Rossi: «Se veramente si crede alla politica come strumento di sviluppo della società, occorre cercare di guardare avanti verso un futuro migliore, con gli occhi di quanti incontriamo ogni giorno e che ci chiedono di resistere ad una deriva politica e sociale, cui Celani ad Ascoli e Berlusconi a Roma vogliono destinare il Piceno e l’Italia».

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