SAN BENEDETTO DEL TRONTO – 2050 preferenze per Pasqualino Piunti, 1900 per Bruno Gabrielli, con percentuali rispettivamente del 38,3 e 40,9% nei collegi “San Benedetto Uno” e San Benedetto Due”. Percentuali, tra l’altro, decisamente più alte rispetto a quelle di ogni altro candidato consigliere in lizza in tutta la Provincia. Vicino a loro c’è solo l’ex sindaco di Monteprandone Bruno Menzietti, che registra il 37,21% nel collegio monteprandonese.
Nel giorno successivo allo spoglio che ha sancito il (prevedibile) “spareggio” tra Piero Celani ed Emidio Mandozzi, hanno voluto ringraziare i propri elettori.

«Siamo grati a loro per i consensi ricevuti – hanno dichiarato all’unisono – e prendiamo atto di questo segnale garantendo, in caso di trionfo, il ruolo di primo piano di questa città a Palazzo San Filippo».

Una soddisfazione legittima e comprensibile, alla quale però si aggiunge pure una certa prudenza: «Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra. L’opera è realizzata a metà e dobbiamo completarla tra quattordici giorni al ballottaggio», ha avvertito Gabrielli. Ballottaggio che, comunque, non vedrà protagonista il Pdl di “apparentamenti postumi”, come più volte ribadito più volte da Celani stesso: «Ribadiamo il concetto lanciato tre mesi fa: con chi si parte si arriva. Nessuna alleanza, gli elettori scelgano liberamente».

Da Piunti infine, non poteva non partire la solita frecciata agli avversari ed in special modo al sindaco Gaspari, sostenitore fin dalla prima ora di Mandozzi: «La smetta di pescare improbabili motivazioni per giustificare la pesante debacle del Partito Democratico a San Benedetto».

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