MARTINSICURO – La Protezione Civile interrompe la fornitura di pasti ai terremotati che risiedono negli appartamenti e scatta una protesta pacifica per disparità di trattamento verso coloro che invece alloggiano in alberghi e campeggi e ancora avrebbero il vitto gratuito.

Così nella giornata di domenica 7 giugno 150 sfollati a cui è stato tolto il servizio mensa presso un ristorante self-service di Martinsicuro hanno deciso di protestare pacificamente chiamando in causa sia la Protezione Civile che il Comune.

«Non è giusto che uno sfollato che possiede una casa al mare a Martinsicuro debba essere penalizzato rispetto a chi risiede in una struttura ricettiva – ha affermato Paolo Marinucci – anche perché nelle abitazioni vivono spesso due o tre famiglie insieme, con tutti i disagi fisici e psicologici che questo comporta».

«Non chiediamo elemosina – aggiunge un’altra sfollata – ma il necessario aiuto che la situazione richiede. Alloggiando nelle nostre seconde case e offrendo ospitalità anche ad altre famiglie, non abbiamo gravato minimamente sulle spese della Protezione Civile. Ora ci viene tolto anche il pasto gratuito, mentre non ci risulta che sia accaduto lo stesso per coloro che alloggiano nei campeggi e negli alberghi della città».

A tal proposito gli sfollati hanno presentato un’istanza con tanto di raccolta firme in cui si annuncia una causa alla Protezione Civile e alla Regione Abruzzo per la presunta disparità di trattamento.

«La decisione di interrompere il servizio mensa – si legge nella missiva – è stata presa e comunicata dall’oggi al domani, con tutto ciò che ne consegue in termini di disagi per i sottoscritti». E alla Protezione Civile si fa notare anche come la prevista sovvenzione di 100 euro a componente familiare a favore di chi si è procurato una sistemazione autonoma ancora non sia stata erogata.

«Percorreremo tutte le strade possibili nelle varie sedi competenti – ha affermato l’avocato Alessia Varrasso –  per far revocare il provvedimento e ripristinare il servizio mensa almeno per un ulteriore periodo che rispetti davvero i canoni della congruità».

Perentoria la risposta di Lorenzo Alessandrini, della Protezione Civile: «La situazione attuale deve tendere alla stabilizzazione delle attività assistenziali, pertanto la Regione Abruzzo non può rimborsare ulteriori spese degli Enti Locali non autorizzate preventivamente». La palla quindi viene rimbalzata al Comune: «Ovviamente il sindaco può ben ripristinare o procrastinare in qualsiasi momento il servizio mensa, ma nella consapevolezza che lo farà a completo carico delle casse comunali».

«Non è giusto che uno sfollato che ha una seconda casa a Martinsicuro sia penalizzato – ha commentato una aquilana – almeno chiediamo al Comune di venirci incontro effettuando una riduzione del pagamento di Ici e Tarsu, dato che siamo contribuenti che partecipano da sempre alla vita economica della città».

E mentre prosegue il braccio di ferro con le istituzioni, gli sfollati dopo la protesta  si sono seduti nel ristorante self-service e hanno consumato il pasto pagandolo di tasca propria.

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