MARTINSICURO – New York Los Angeles in moto: è il più classico e suggestivo dei viaggi americani quello che hanno intrapreso Alain De Carolis, 30 anni di Martinsicuro, e Francesco Gallo, 29, di Acquaviva, in un percorso che iniziato lo scorso primo giugno da New York, si concluderà il 12 a Los Angeles.

Pennsylvania, Ohio, Kentucky, Tennesse: «Consideriamo di visitare la fascia degli stati centrali – ci ha detto Alain in un primo resoconto del viaggio – per poi passare attraverso Colorado e Utah e scendere finalmente a Las Vegas e a Los Angeles. Non abbiamo un itinerario preciso».

De Carolis, ingegnere informatico di Martinsicuro, da qualche anno si è trasferito per lavoro a New York, mentre Gallo, che lavora come informatico alla Tod’s marchigiana, lo ha raggiunto negli Sates per fare insieme questo viaggio.

I due, nonostante le difficoltà che un itinerario così lungo comporta, non tralasciano ogni giorno di aggiornare i propri rispettivi siti (http://www.alain.it/ e http://www.ilgallo.wordpress.com/ ) con il diario di viaggio e una diretta streaming che realizzano verso le 20 ora italiana.

Tra le prime tappe del viaggio i due centauri hanno inserito anche un’anonima cittadina a est di New York, nel Delaware: Martins Creek.
Nella città agli inizi del 900 si sono stabiliti tanti martinsicuresi emigrati dal Continente in cerca di fortuna, e ancora oggi è possibile leggervi i segni di quelle lontane presenze: dalle numerose tombe nel cimitero in cui spiccano i tipici cognomi martinsicuresi agli attuali discendenti che seppure abbiano conservato solo in parte conoscenze e cultura italiane, non hanno però mancato di accogliere con cordiale ospitalità Alain e Francesco.

Sullo stesso nome della città, molto simile a Martinsicuro, qualcuno ha ipotizzato che potesse essere stato dato dai primi emigrati che si erano sistemati in quel borgo. E’ più probabile però che il centro abbia invece preso il nome dal fiume che lo attraversa e che molti martinsicuresi lo abbiano scelto come sede proprio perché ricordava loro il paese d’origine.

«Abbiano fatto fatica a trovare Martins Creek – racconta Alain – poiché non risulta sulle mappe del mio Gps. Siamo però riusciti ad avvicinarci utilizzando località limitrofe: facendo questo giro scopriamo che a poche miglia da questa cittadina c’è un altro borgo che si chiama Roseto».

Appena arrivati sul posto i due si dirigono verso l’Abbruzzi Avenue (scritto proprio con due b) e chiedono informazioni nel piccolo spaccio del paese, il “Martins Creek Pioneer Store”, alla ricerca di qualche martinsicurese. Le informazioni dei residenti gli rivelano che «i Martinsicuresi originali sono quasi tutti morti», ma in città ci sono diversi discendenti: è così che Alain e Francesco giungono a Donna Piergallini, la parrucchiera del paese, moglie di Joseph  Piergallini (detto Joe), figlio di Giuseppe e nipote di Basilio, che dopo averli accolti in casa sua li accompagna con l’auto in città alla ricerca di altri martinsicuresi. I due così incontrano Elda De Annuntiis, originaria di Corropoli, Victor Giobbi (figlio di Vittorio Giobbi e Vincenzina Corsi), Robert Savelli, originario di San Benedetto del Tronto, Rinaldo Gasparretti (figlio di Luigi e nipote di Ilario), Joe Pulcini (figlio di Nazzareno e nipote di Raffaele). Tra questi c’è chi parla poco l’italiano e ha quasi perso del tutto i contatti con Martinsicuro e chi invece conosce il dialetto e torna regolarmente in città a visitare parenti e amici.

La persona che maggiormente colpisce Alain e Francesco è Guido Corsi, zio di Amedeo, il titolare del campeggio Duca Amedeo di Martisnicuro. Guido, ex marinaio della Marina Militare Italiana, mostra orgoglioso il suo orto, che spicca tra tutti gli altri limitrofi per l’organizzazione e le dimensioni, e coglie l’occasione per innaffiare alcune piante di pomodori a suo giudizio troppo secche. Nella piccola Martins Creek, nella quale le giornate scorrono tranquille e tutte uguali a se stesse, l’incursione di De Carolis e Gallo porta una ventata di euforia tra gli abitanti, che li scambiano per «due giornalisti italiani venuti in motocicletta a rintracciare i discendenti dei Martinsicuresi».

La giornata scorre veloce e i due devono riprendere il viaggio, non senza prima accettare l’invito a tornare ad agosto per la festa del paese.

«Commosso sono ripartito alla volta di Los Angeles – conclude Alain – portandomi un pezzetto di Martins Creek nel cuore. Ero partito per vedere l’America ma, con mio immenso piacere e stupore, alla prima tappa ho ritrovato l’Italia».

Il viaggio prosegue ora verso le successive tappe stabilite (attualmente stanno attraversando le sconfinate distese del Texas), in un percorso che ha già regalato ai due centauri intense emozioni.

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