dal settimanale Riviera Oggi numero 777

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Diciamolo sottovoce, così, tra di noi, che Adriano Urriani con il suo “Kon Tiki” è stato un pioniere e che con la sua genialità ed inventiva può a giusto titolo considerarsi uno dei padri fondatori della “Riviera delle Palme” moderna. Altrimenti si corre il rischio che si schernisca e ci rida sopra di gran gusto. A questo elegante signore dai modi affabili, cortesia squisita e sguardo da vecchio “bucaniere”, va anche riconosciuta la paternità (fra 35 e 40 anni fa) di quella “movida” che una gran parte dei concessionari che vanno per la maggiore sbandierano oggi come “loro”.
Agli inizi degli anni ‘60, lui, figlio di una leggendaria concessionaria di spiaggia, tornò nella sua città dopo una esperienza cinematografica da una Roma in pieno clima da “dolce vita”. Proseguì l’opera materna della concessione sapendo che San Benedetto aveva bisogno di “darsi una scossa” . Il nome “Kon Tiki” (Dio del Sole)era quello della zattera con la quale il famoso antropologo Thor Heyerdahl negli anni ’47 attraversò 400 miglia di oceano Pacifico per dimostrare che popoli scandinavi avevano raggiunto l’America ben prima di Cristoforo Colombo.
«A me oltre ad onorare una grande impresa – ci racconta Urriani – interessava imprimere al locale quel sapore latino di terre lontane dove il sole, la musica ed il buon umore vanno sempre a braccetto. E fino al ‘75 ho avuto il piacere di condividere quel clima e quell’atmosfera con una schiera infinita e variegata di clienti che oggi ricordo come amici. E sono sicuro che l’attuale concessionario saprà proseguire nel ridare il giusto merito a quel posto forse anche meglio del sottoscritto».
Sedie e sofà di bambù, amache, bar in stile polinesiano unito ad uno stile “ospitale” rimasto famoso in tutto il Piceno ed oltre. Leggendario il “Carnevale di mezz’estate” ballando a ritmo di samba aspettando il sorgere del sole. O quella famosa serata denominata: “Ingresso lire mille con una bottiglia di whisky , ballo e assaggi vari” realizzata in piena legittimità tra casa fornitrice, acquirente e Siae. Idee e sorprese che Adriano sfornava a iosa coadiuvato dalla sua splendida compagna, ancora oggi al suo fianco, innamorati più che mai. Oppure, basterebbe raccontare che lì hanno mosso i primi passi i Pooh, i “Cugini di Campagna”, o sebbene per un corto periodo Lucio Dalla. Prosegue Urriani: «Era meglio ieri di oggi? Chi può dirlo. Il fatto è che la società è cambiata. Erano i tempi in cui il mio amico Ivano Pennesi, responsabile dell’allora Azienda di Soggiorno, riempiva due valigie di cose tipiche della città, prendeva il treno ed andava in Francia o Germania a cercare turisti per la Riviera». Poi arrivano gli anni ’70 e, da un viaggio in Argentina, si lascia stregare dalla malinconia ammaliatrice di quel paese. E, senza pensarci due volte, vende tutto e parte per ricominciare un’altra esaltante avventura dall’altra parte del globo. Oggi è tornato di nuovo nella sua amata terra di origine e, mentre siede nel suo angolo preferito del “Caffè Sciarra” con la sua signora, non passa minuto che qualcuno non lo saluti con un rispetto confidenziale al quale lui per primo tiene tanto. Ma, concludendo sempre sottovoce, non importa quale sia l’impostazione futura del locale: i nomi “Kon Tiki “ ed Adriano Urriani sono e rimangano indissolubilmente legati.

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