dal settimanale Riviera Oggi numero 777 del 25 maggio 2009
Lo hanno chiamato “centro storico del mare”. E in una città moderna come San Benedetto, e turistica, i luoghi del divertimento balneare sono a tutti gli effetti beni architettonici da tutelare, un po’ come i patrimoni delle città d’arte e dei borghi medievali, fatte le debite proporzioni. E allora Riviera Oggi con questo articolo offre dettagli e curiosità su un argomento che, al di là dei casi particolari, riveste interesse pubblico.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo stabilimento balneare “La Medusa”, concessione numero 6, fa parte di quella categoria dei cosìdetti “chalet storici” che nel nuovo Piano di Spiaggia saranno individuati nel comparto “Uno” con scheda particolareggiata per ciascuno di loro nelle quali saranno definiti le tipologie degli interventi. Sono considerati alla stregua di beni architettonici in quello che è stato definito il “centro storico del mare”: stabilimenti balneari in muratura, per i quali gli interventi di ampliamento e di modifica sono legati a vincoli di tutela architettonica.
La Medusa nasce intorno agli anni 50’ con un progetto talmente innovativo da essere ritenuto forse non adatto ai tempi. Nel corso degli anni ogni proprietario ha apportato una “sua“ idea, a volte andando oltre i limiti stabiliti dal vigente Piano di Spiaggia, così da creare un misto di innovazioni, alcune apprezzabili altre meno. Tanto da modificarne, in certi punti, la “simmetria”. La concessione dello stabilimento balneare “La Medusa”, situata all’inizio della parte nord del litorale, è stata rilevata dalla famiglia Scaramucci che ne ha affidato la ristrutturazione a tre distinti studi tecnici, ognuno dei quali andrà a curare un settore. Ci lavorano l’architetto Andrea Manfroni, noto professionista e consigliere di amministrazione dell’Azienda Multiservizi, incaricato di curare la parte legata a tutte le pratiche urbanistiche e dell’edilizia. Il designer Franco Tirzio dovrà curare l’aspetto architettonico, l’abbellimento dello chalet e creare, in altri termini “l’abito”. A Federico e Antonio Palestini, entrambi ingegneri, spetta la parte strutturale e impiantistica. Grazie alla loro comprovata esperienza nel settore ai fratelli Erminio e Carlo Giudici sarà demandata la conduzione balneare dello chalet e ristorante. La realizzazione edilizia alla ditta “Edil Tesino Srl”.
Abbiamo incontrato Manfroni: «I lavori sono iniziati a gennaio cercando di riportare la struttura all’essenziale senza per questo intaccare volumetrie o compiere aumenti di superficie. Con il nuovo progetto si è cercato di dare una nuova impronta ricreando le giuste simmetrie ma sopratutto la “permeabilità” visiva con il mare, particolare fortemente voluto dalla nuova proprietà che ne ha rilevato la concessione». Una maggiore apertura della visuale dal lungomare verso il mare, comunque, è una caratteristica generale contenuta nelle indicazioni date dall’amministrazione comunale ai tecnici che hanno redatto il nuovo Piano Spiaggia.
Alla Medusa si annunciano nuovi tipi di servizi per sopperire ad una clientela sempre più attenta a certi particolari. Tra le varie “forme” di innovazioni si parla di un collegamento “navetta” tramite gommone per andare a ricevere e riportare clienti che abbiano attraccato al largo con le loro barche. Tra gli obiettivi “ambiziosi” e dichiarati della nuova gestione c’è quello di poter restare aperti tutto l’anno in modo da contribuire a quella “destagionalizzazione” auspicata da più parti.
IL KON TIKI Altro tipo di discorso per la concessione numero 4, altrettanto storica, quella del “Kon Tiki” della famiglia Calvaresi. Il progetto di ristrutturazione per varie vicissitudini è rimasto “congelato” tra gli incartamenti comunali per alcuni anni fino ad avere il definitivo via libera. La progettazione architettonica dei lavori è stata affidata allo studio dell’architetto Albino Scarpantoni che subito precisa: «Essendo una di quelle strutture in muratura le possibilità di interventi ulteriori sono praticamente nulle. Cercheremo di ricalcare il vecchio stile di un tempo senza farci prendere troppo dalla nostalgia». Nostalgia che, quando si nomina il “Kon Tiki”, rimanda ai gloriosi vecchi tempi della Riviera, con pochi ma grandi avvenimenti, sopratutto musicali. E così poteva succedere in una sola serata di poter scegliere se andare a sentire i Pooh al “Kon Tiki”, Ornella Vanoni alla “Palazzina Azzurra” o “I Giganti” al “Cavalluccio Marino”. L’arredamento degli interni è stato affidato alla ditta “Armando Sansolini Interior Contractor”. L’impresa esecutrice è la “Almonti Mario, C.D.S. Restauri”. La concessione dovrebbe riaprire i battenti a metà giugno: «Ma cercheremo di tornare all’antico- precisano i Calvaresi – per quanto riguarda la conduzione giornaliera dello stabilimento. Sarà esclusivamente votato alla balneazione dove il sole ed il mare la faranno da padroni. Un posto destinato specialmente a quella frangia di turisti che frequenteranno la concessione con la solita necessità di riposarsi e godersi la bellezza naturale della nostra spiaggia e la magnanimità del sole della Riviera con possibilità di servire pranzi veloci».
Quindi niente movida ma la piacevolezza di aver trascorso un giorno al mare in un luogo che, tra gli anni sessanta e settanta, contribuì non poco a lanciare l’allora nascente “Riviera delle Palme” nella elite dei posti “da visitare”. E sono non pochi gli stessi cittadini che negli ultimi anni, passando davanti al “Kon Tiki”, lo guardavano con un senso di affetto e nostalgia ricordando gli anni “di fuoco”. Ora finalmente si potrà riassaporare, almeno in parte, l’ambiente ed il sapore di un tempo. Anche per il “Kon Tiki”, tempi ed imprevisti permettendo, apertura prevista per la metà di giugno.

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