Da Riviea Oggi n.778

 

MARTINSICURO – «Non siamo più nei quindici giorni dell’emergenza. Dal terremoto del 6 aprile sono trascorsi circa due mesi ed è giusto che si torni al più presto alla normalità, salvaguardando non solo gli interessi degli sfollati, ma anche quelli degli operatori turistici»: Lorenzo Alessandrini, responsabile nazionale della Protezione Civile per gli alloggiamenti sulla costa in un incontro a Martinsicuro con i campeggiatori della Faita ha ascoltato le richieste e le necessità degli operatori turistici che si trovano nella difficile situazione di dover far fronte alle prenotazioni e nello stesso tempo ad avere la disponibilità di posti limitata dalla presenza degli sfollati dell’Aquila. Una situazione che dovrebbe risolversi entro due settimane dato che un’ordinanza della Protezione Civile impone agli aquilani che abbiano le case agibili di far ritorno a casa entro quindici giorni, mentre per i restanti si sta lavorando alacremente per trovare una soluzione alternativa, come l’alloggio in appartamenti o in alberghi dell’entroterra.

Garantire quindi l’assistenzialismo salvaguardando però il turismo che mai come ora risulta di fondamentale importanza per risollevare l’economia abruzzese già duramente provata dal sisma e ripristinare agli occhi del mondo la figura di una regione che erroneamente è stata associata nella sua interezza alla distruzione del terremoto.

LE TENSIONI: «Cercate di avere il maggior tatto possibile – ha consigliato Alessandrini agli operatori – per evitare quelle tensioni che in alcuni casi si sono verificate con gli ospiti». In una situazione complessa come quella che segue ad un terremoto devastante, è normale che gli animi non siano sereni. All’incertezza della propria sorte delle vittime ospiti delle strutture si è aggiunta quella degli operatori turistici preoccupati di veder compromessa la stagione. E’ capitato quindi che i malumori da entrambe le parti si siano manifestati in lamentele per il servizio offerto da un lato, o per una camera non liberata tempestivamente dall’altro.

I FURBI: Nella frenesia della prima emergenza c’è stato chi ha approfittato della sciagura altrui per trarne profitto, come i diversi casi di sciacallaggio che sono stati scoperti. Ma anche tra le vittime c’è stato chi ha cercato di trarre un qualche discutibile profitto dall’assistenzialismo garantito dalla Protezione Civile: è capitato così che famiglie che possedevano seconde hanno preferito alloggiare negli alberghi, togliendo il posto ad altri che magari ancora erano in attesa di sistemazione. Solo dopo le prime denunce da parte delle Forze dell’Ordine molti hanno lasciato di propria “spontanea volontà” campeggi ed alberghi per andare nelle rispettive seconde case.

A questa situazione se ne è aggiunta una seconda denunciata dai campeggiatori nel corso dell’incontro: la difficoltà nel controllare il flusso di persone all’interno delle proprie strutture, a causa dei numerosi pendolari che ogni giorno per motivi di lavoro fanno la spola tra la costa e l’Aquila. Una situazione che si accentua soprattutto nei fine settimana, quando nelle strutture le famiglie si riuniscono  e giungono anche parenti e amici che chiedono il vitto o il pernottamento.

«Per far fronte a questa situazione – ha suggerito Alessandrini – queste persone devono farsi stornare la presenza dalle strutture dell’Aquila per accreditarla poi in quella della costa. Il tutto con un’apposita documentazione». Questo per evitare che persone residenti all’Aquila ma che non alloggiano in centri di accoglienza chiedano ospitalità sulla costa solo per il fatto di essere terremotati.

IL TURISMO: Salvaguardare le prenotazioni per non compromettere la stagione: è questo l’obiettivo principale dell’incontro che ha riunito gli operatori della Faita a Martinsicuro.

«E’ necessario assistere gli sfollati – ha affermato il presidente della Faita nazionale Maurizio Vianello – ma nello stesso tempo è importante salvaguardare anche il turismo per non compromettere ulteriormente l’economia abruzzese. Se perdiamo prenotazioni e turisti in questa stagione è probabile che ci sarà un calo anche nelle prossime, pertanto bisogna intervenire d’urgenza». Da studi di settore è stato calcolato che per ogni turista che alloggia in un campeggio si generano 40 euro di indotto nel tessuto economico circostante. Vianello ha chiesto alla Protezione Civile la garanzia che il termine del 15 giugno (data entro la quale tutte le strutture dovranno essere liberate dagli ospiti aquilani per lasciare il posto ai turisti) sarà perentoria e non ci saranno ulteriori proroghe. «Questo perché – ha aggiunto – occorreranno almeno dieci giorni per sistemare i campeggi e riconvertirli da centri di prima accoglienza a strutture turistiche».

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