SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Aderiamo al Map perché ci entusiasma l’idea che diversi sindaci del territorio governino la provincia come un’unica città». Parole di Giorgio La Malfa, deputato e storico esponente del Partito Repubblicano giunto in Riviera per appoggiare la lista civica che vede coalizzati gli stessi Repubblicani coi Moderati di Centro, il Movimento Autonomo Piceno fondato di primi cittadini locali quali Allevi (Folignano), Falcioni (Maltignano) e Mariani (Roccafluvione) e la lista dell’ex sindaco di San Benedetto Domenico Martinelli.

«Siamo tutti concordi inoltre – ha continuato il parlamentare – che l’abolizione delle province sia necessaria. Pensiamo quindi che in attesa che ciò accada, queste vengano amministrate nel modo migliore possibile».

Ecco allora spiegata l’alleanza col Pdl di Piero Celani, che però non giustificherebbe in ambito nazionale una fusione nel partito di Silvio Berlusconi: «Siamo vicini al Cavaliere dal 2001, quando ancora esistevano Forza Italia ed Alleanza Nazionale. Ma quando è stato fondato il Popolo della Libertà ci siamo domandati se il Partito Repubblicano dovesse rinunciare alla sua storia. Su molti temi, vedi fecondazione assistita, testamento biologico e unioni civili, la nostra posizione è distante. Crediamo dunque sia giusto continuare sulla nostra strada, rivendicando una linea e accettando apparentamenti nel caso in cui ci sia una condivisione di modelli».

A proposito di Berlusconi, non potevano poi mancare riferimenti alle ultime piccanti vicissitudini, che tanto stanno facendo discutere: «Farebbe meglio a stare a casa la sera (riferimento a Noemi e alla festa di compleanno di Casoria, ndr). Personalmente ho un approccio alla politica diverso dal suo. Simili comportamenti non portano e non levano consensi, ma tolgono prestigio inutilmente».

Tornando al Map, ci ha successivamente pensato Martinelli ad enucleare alcuni progetti della lista: «Dobbiamo completare questa benedetta bretella. Sarebbe vitale, soprattutto d’estate». Sulla Sentina: «La zona ha enormi potenzialità. Non proponiamo cemento, bensì una ristrutturazione dei casali esistenti e la realizzazione di un parco naturalistico, diverso da quello presente attualmente».

Infine, un pronostico elettorale («puntiamo ad ottenere sugli 8 mila voti, pari al 5-6%») ed una frecciata al presidente uscente Rossi: «In cinque anni ci sono stati molte, troppe inaugurazioni. Tanti tagli di nastro, ma di concreto davvero poco».

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