SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Remo Croci e Maurizio Compagnoni mostrano ottimismo per il match chiave di domenica. La Samb ce la può fare, questa l’opinione dei due noti giornalisti di origine sambenedettese.
L’inviato del Tg5 è netto: «Un pronostico? Due fisso». Un giudizio sulla nuova era di Sergio Spina? «La sua è una scommessa importante, fa piacere vedere un imprenditore solido e un grande tifoso alla guida della società di viale dello Sport. Speriamo che il suo felice connubio con il mondo del tifo rimanga tale e quale. Sono convinto che nella malaugurata ipotesi di una retrocessione Spina sarebbe l’uomo con i progetti giusti per ripartire».
Compagnoni fa un commento più tecnico. Il noto telecronista di Sky dice di aver visto Samb-Lecco in una sintesi televisiva e che è rimasto positivamente impressionato dal gioco rossoblu, specie nel primo tempo. «Lo zero a zero è un risultato scomodo per noi, però può essere un incentivo a fare la partita nonostante si giochi in trasferta». Anche Compagnoni usa parole di elogio verso la nuova proprietà della Samb: «Mi piace moltissimo, hanno idee, entusiasmo e una passione enorme».
IL PREMIO NOVEMI TRAINI Croci e Compagnoni hanno ritirato giovedì mattina il premio giornalistico assegnato dalla Pro Loco in memoria del grande giornalista sambenedettese Novemi Traini. Alle due star del giornalismo sambenedettese, l’ente presieduto da Marco Calvaresi ha conferito il riconoscimento “Volto e Voce di San Benedetto”. Per impegni di lavoro non riuscirono ad essere presenti nella serata di gala dell’inverno scorso.

Grande la soddisfazione nei rispettivi commenti: «E’ un premio che gratifica la mia professionalità, nata proprio a San Benedetto. Ricordo con immensa stima e gratitudine Novemi Traini, che fu mio direttore a Tvp e al Messaggero. Auguro alle nuove generazioni di giornalisti di crescere con qualità e andare oltre i confini della Riviera».
COMPAGNONI E IL TURISMO Compagnoni da parte sua ha affermato: «Nel mio piccolo faccio il possibile per promuovere San Benedetto in Italia e all’estero. C’è tanto ancora da fare, anche se molto è già stato fatto, non per nulla siamo i primi nelle Marche per presenze turistiche. Nel 2008 abbiamo tenuto dignitosamente rispetto alla crisi economica, nel 2009 speriamo di non patire troppo gli effetti ulteriori del cattivo momento del reddito».
A voler essere critici, San Benedetto ha un problema di mancanza di immagine oppure di promozione non efficace? E’ una città molto conosciuta che però si “vende” male oppure non è conosciuta e necessita di nuovo pubblico?
L’idea di Compagnoni è questa: «La Lombardia è una terra che conosco bene, ci vivo, ed è forse il nostro principale bacino di turisti. Tutti, e dico tutti, lassù conoscono la nostra città e ne hanno una bella immagine, magari ricordano le loro vacanze da bambini, ma poi non ci sono tornati con le loro famiglie. Io sostengo che San Benedetto non abbia bisogno di essere conosciuta tanto quanto di essere “venduta”, di avere una promozione il più mirata possibile. Meglio degli spot nelle seguitissime trasmissioni televisive lombarde piuttosto che un trafiletto nelle ultime pagine della pur seguitissima Gazzetta dello Sport».
LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO A un esperto di calcio internazionale come Compagnoni, non si può non chiedere un’opinione sul momento buio del football italiano. E’ vera crisi? Il giornalista di Sky è ottimista. «Siamo sempre campioni del mondo e la Champions l’abbiamo vinta nel 2007 con il Milan. Certo, paghiamo forse la mancanza di coraggio tattico delle squadre italiane nell’affrontare le partite. E paghiamo il basso livello tecnico dei dirigenti dei club, con le dovute eccezioni fra le quali segnalo Marotta e Corvino».

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