SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ stato ventilato che Loredana Emili potesse lasciare il suo posto in giunta comunale nel caso in cui Mandozzi vincesse le elezioni provinciali e le riservasse un assessorato a Palazzo San Filippo. Ebbene, su questo c’è la smentita netta dell’interessata. «Non ho mai affermato che mi sarei dimessa dalla giunta comunale dopo le elezioni. Io mi sono candidata perché credo nel Pd e voglio dare il mio contributo per vincere. Sul fatto che io frequenti poco le riunioni di giunta, alcune volte sono stata assente per gli impegni della campagna elettorale e il sindaco lo sa. Ma il lavoro degli uffici del mio settore lo seguo eccome».
L’assessore ai servizi sociali insomma dice questo: la mia candidatura alle provinciali è per spirito di servizio verso il partito, il posto in giunta provinciale nel caso di vittoria (che sarebbe incompatibile con l’assessorato comunale) non sta nei miei pensieri. «Mandozzi ha sempre detto che nel caso di vittoria non ha preso nessun impegno con chicchessia per l’assegnazione degli assessorati».
Detentrice di un folto pacchetto di voti personali, almeno stando ai risultati delle amministrative del 2006, la Emili vuole spingere l’elettorato di centrosinistra a non farsi prendere dall’astensionismo, paventando una scarsa affluenza a San Benedetto in quanto rispetto ad Ascoli non c’è l’effetto “traino” delle elezioni comunali.
La punta di diamante (è l’unico amministratore pubblico) fra i candidati Pd a San Benedetto esprime poi una valutazione positiva sull’operato della giunta Gaspari nel sociale. «Un nuovo asilo nido, due ludoteche, un centro Alzheimer, l’assistenza domiciliare per le demenze, iniziative per gli anziani come le gite ad Acquasanta e il cineforum gratuito. Scusate se è poco. E ora attendiamo che la Regione invii all’Ambito Sociale i fondi per la non autosufficienza, e poi c’è il problema del caro affitti verso cui occorre che il Comune intervenga». Insomma, di lavoro nel sociale a San Benedetto ce n’è ancora da fare, pare dire la Emili.

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