GROTTAMMARE – Nella lista dei danni provocati dal maltempo e dalle piogge torrenziali di domenica e lunedì va aggiunta anche la situazione del parcheggio del Paese Alto a Grottammare. Dal colle che sovrasta l’area sono venute giù piante e sassi. Il terreno dalla conformazione abbastanza irregolare che domina il parcheggio  ha subito dei cedimenti sotto il carico d’acqua. Trattandosi di terreno ghiaioso, spiegano i tecnici, nel quale le piante non riescono a spingere molto in profondità le proprie radici, una parte di vegetazione è franata sull’asfalto sottostante.
Due i crolli, entrambi verificatesi martedì, uno di mattina e uno nel primo pomeriggio. L’area è transennata e le auto in sosta sono state portate via dai proprietari prontamente allertati o dal carro attrezzi.
«Martedì abbiamo svolto un sopralluogo con i tecnici del Comune e della Protezione Civile regionale e provinciale», riferisce il sindaco della Perla dell’Adriatico Luigi Merli, che annuncia di aver richiesto ufficialmente lo stato di calamità naturale. Un geologo chiamato ad hoc dal Comune sta offrendo la sua consulenza per analizzare le condizioni del terreno. Ora si attenderà un congruo periodo – si parla di dieci giorni – per verificare eventuali assestamenti o non auspicati crolli. Sul tempo necessario a concludere le operazioni di messa in sicurezza il sindaco Merli non si sbilancia, attendendo ulteriori pareri tecnici prima di fare annunci. Sembra probabile comunque che ad essere riaperta alla sosta dovrebbe essere la parte più in basso del parcheggio, che si sviluppa su due gradoni lungo il fianco del colle.
Nel frattempo ci sarà qualche piccolo disagio, ma il sindaco conta di recuperare posti auto istituendo dei sensi unici nell’area attorno al vecchio incasato e disponendo delle file di parcheggi su un lato delle strade. «Certo, ci potrà essere un po’ di confusione ma bisognerà avere pazienza. Ora continuiamo il monitoraggio giornaliero della situazione, faremo di tutto per riaprire il parcheggio in tempi ragionevoli. Il resto del Paese Alto non corre pericoli di dissesto».

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