Da Riviera Oggi in edicola numero 777

GROTTAMMARE – Raffaele Rossi, da due mandati consigliere comunale per il comune di Grottammare prima con Alleanza Nazionale ora con il Pdl, è candidato alle Provinciali con il Popolo delle Libertà a sostegno di Celani.

Perché una candidatura alle provinciali?

«È fisiologico: ho sempre sostenuto che alle comunali un candidato massimo due o tre mandati siano sufficienti, poi o si va a casa o si sale di livello. Io sono al secondo come consigliere comunale, la candidatura è quindi il passo successivo per la mia realtà politica».

Quali sono gli obiettivi in ambito provinciale?

«La Provincia non ha grandi responsabilità se non quello di coordinare le varie città. La nostra ha poco più di 220 mila abitanti circa, è paragonabile quindi ad una grande città e Celani è stato uno dei primi a sostenere questa tesi. Occorre abbandonare i futili campanilismi dando la dovuta importanza a tutte le città, per migliorare lo sviluppo e il vivere, mettendo in rendita la nostra cultura e la natura».

Ad esempio?

«Migliorare i collegamenti fra la costa e l’interno e quelli con l’aeroporto. A noi andare ad esempio ad Ascoli sembra un viaggio lungo, ma per chi abita in città fare 30 chilometri è abitudine, occorre ragionare in questo senso. Inoltre miglioramenti per quanto riguarda la tecnologia: ad esempio è impensabile che ancora si stampino i documenti piuttosto che inviarli via e-mail, o che occorra andare in Provincia piuttosto che fare una video conferenza. Tutte pratiche che portano un ritorno economico oltre che ecologico. Inoltre, sempre riguardo al risparmio e all’ecologico, la Provincia può stimolare i Comuni a rivedere il modo di costruire le case, ad esempio inserendo nei nuovi progetti la raccolta di acqua piovana per lo scarico del bagno. O l’importanza dell’uso del fotovoltaico».

Cosa cambierebbe se vincesse il centro destra?

«Uno dei pregi di Celani è che è molto pratico, non ama l’apparire quanto l’essere. Non proponiamo quindi tantissime cose fantastiche, ma poche e concrete. Rossi al contrario è ideologico, non concretizza. Senza contare la sua propaganda demagogica: ha utilizzato una sedia con scritto “questa è la mia poltrona” ma doveva anche specificare quanto è costata ad esempio l’auto blu e le telefonate a costo dei cittadini».

È possibile fare una previsione?

«Non faccio pronostici, di certo il mio auspicio è quello di vincere al primo turno, come segnale forte alla sinistra. Secondo la matematica probabilmente si andrà al ballottaggio. Per il resto non dobbiamo fare altro, Massimo Rossi e Mandozzi se la cantano da soli, vuol dire che qualcosa ha funzionato male».

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