CUPRA MARITTIMA – Sala piena domenica sera al cinema Margherita. Si è tenuto infatti il 31 maggio alle 21.30 il primo (e probabilmente l’ultimo per queste elezioni) incontro pubblico durante il quale i cittadini hanno visto confrontarsi i quattro candidati cuprensi. A discutere c’erano quindi Domenico D’Annibali per “Buongiorno Cupra”, Enrico Fantuzzi per “Cupra Libera”, Aurelio Ricci per “Insieme per Cupra” e Franco Veccia per “Vivere Cupra”. Organizzatore e moderatore dell’evento il giornalista Alessandro Talamonti. Questi gli argomenti toccati durante la serata.

Come mai quattro liste a Cupra Marittima?

Veccia: «Quando non c’è partecipazione democratica e i partiti non funzionano c’è frammentazione. La politica deve essere un servizio reso ai cittadini, a Cupra invece i partiti erano inesistenti e sono nati a pochi mesi dalle elezioni».

D’Annibali: «La mia lista si è aggregata per lavorare con serietà e cercare di migliorare la situazione attuale. È vero, al nostro interno ci sono persone appartenenti a dei partiti, ma non siamo condizionati da loro, anzi vorrei far lavorare di più i partiti per i cittadini».

Fantuzzi: «La nostra lista ha rifiutato la presenza dei partiti, ci mettiamo in gioco con le nostre forze».

Ricci: «La frammentazione che c’è a Cupra c’è anche a livello provinciale e nazionale. La politica dovrebbe mettersi a disposizione dei cittadini e non il contrario. La mia lista è stata contattata dal Pdl ma nel momento in cui ci siamo resi conto che le idee erano divergenti, questa collaborazione è svanita. Io ho scelto le persone della mia squadra in base alle competenze possedute per portare avanti il programma».

Cosa è urgente fare per Cupra?

Veccia: «Noi vogliamo fare un patto con le persone: non vogliamo amministrare da soli. La prima cosa che faremo è quindi riportare la partecipazione alla vita amministrativa facendo diventare il consiglio Comunale itinerante. Partiremo poi anche con il consiglio Comunale dei ragazzi. Un altro obiettivo importante è il lavoro e la creazione del marchio “Cupra”».

D’Annibali: «Ci metteremo a lavorare ad un progetto che darà lustro alla Malacologia e a tutto il paese. Poi, visto che saremo già nella stagione estiva, ci impegneremo per affrontarla al meglio. Inoltre cercheremo di creare un ambiente armonioso con i dipendenti pubblici».

Fantuzzi: «Partiremo subito con una riorganizzazione del modo di lavorare del Comune che deve essere più accessibile per tutti, ad esempio con l’istituzione di uno sportello unico».

Ricci: «C’è da proseguire con i progetti messi in cantiere fino ad oggi: dato che il volto di Cupra è cambiato grazie alle opere pubbliche».

Come far tornare lo stabilimento Sirenella agli splendori di un tempo?

Veccia: «La Sirenella era un luogo di aggregazione che non abbiamo più, occorre lavorare per ristabilire la sua fruibilità ai cuprensi. Lo sbaglio che c’è stato fino ad oggi è quello di non avere una visuale del turismo completa».

D’Annibali: «La Sirenella ora è di un privato e l’amministrazione non ha fatto molto per instaurare una collaborazione con il proprietario mirata a donarle il lustro di una volta. La Sirenella infatti deve essere integrata in un programma di valorizzazione del nostro paese basato sul turismo».

Fantuzzi: «Vogliamo una struttura che sia a disposizione del nostro paese, per questo occorre stabilire una collaborazione con il proprietario che aiuti a far tornare in vita la Sirenella».

Ricci: «La Sirenella tornerà al suo splendore: non verrà costruito un albergo al suo posto, né un residence. Il progetto di ristrutturazione è quasi pronto. Per quanto riguarda il discorso del turismo, vi posso dire che si tratta di un settore complicatissimo e di un indotto non indifferente per Cupra. Negli ultimi dieci anni ad esempio le presenze sono passate da 170 mila a 280 mila. Questo ci fa capire che il paese potrà decollare grazie al turismo, e lo potrà fare solo una volta completato il Parco Archeologico che porterà presenze anche durante i mesi invernali».

Come pensate di agire nei confronti delle associazioni?

D’Annibali: «Cercheremo di collaborare sempre con loro. È necessario soprattutto educare i giovani trasmettendo loro i valori della cittadinanza».

Ricci: «Siamo fieri di quello che abbiamo realizzato fino ad oggi con le associazioni, infatti in questi anni sono aumentate di sei unità, ed ecco perché continueremo a collaborare con loro. Daremo lo spazio per crescere e svilupparsi ancora».

Veccia: «Io vengo da una lunga esperienza nel mondo delle associazioni e credo profondamente nel ruolo che possono avere per far crescere il paese. Sicuramente i giovani crescono con i valori che trasmettiamo noi, e dobbiamo essere di esempio con i nostri comportamenti».

Fantuzzi: «Noi vogliamo dare nuovi spazi a tutte le associazioni anche creando impianti sportivi, in particolare una piscina della quale Cupra attualmente è sprovvista».

Come si crea occupazione a Cupra Marittima?

D’Annibali: «L’Amministrazione non deve creare posti di lavoro, ma attuare una politica del lavoro. Cupra ha le potenzialità per dare lavoro a tutti nel settore turismo. L’amministrazione deve credere in questo settore perché solo così si crea occupazione».

Ricci: «L’occupazione è un impegno serio nei confronti dei cittadini. A Cupra sarà possibile creare posti di lavoro grazie al Parco Archeologico, sarà possibile creare occupazione quindi nei settori del turismo, dell’agricoltura, nel florovivaismo, nella piccola pesca e nello sviluppo di una zona artigianale».

Veccia: «A Cupra serve un volano intorno al quale far girare l’economia e l’occupazione. Per questo occorre un’idea forte che dia lo slancio, come ad esempio la realizzazione di un marchio “Cupra” che diventi una garanzia dei nostri prodotti, un marchio che sia una garanzia per tutti. Così si possono anche rilanciare gli altri settori dell’economia».

Fantuzzi: «Sicuramente grazie alla realizzazione di un piccolo porto l’indotto crescerebbe e si potrebbe anche portare la stagione turistica fino a 4 mesi. Inoltre è possibile individuare delle aree produttive che permettono la nascita di di aziende che possono poi assumere cittadini cuprensi».

Recentemente i moli cuprensi sono stati demoliti. Come si può agire a riguardo?

D’Annibali: «Cercheremo di riallacciare i contatti per portare a termine una passerella sul mare che dia a Cupra un volto nuovo».

Ricci: «Si è trattato di una decisione della Regione che prevedeva una linea di costa regolare per un progetto a lungo termine».

Veccia: «Non è accettabile che queste decisioni vengano prese dall’alto e basta. Un amministratore deve opporsi con più forza. Noi infatti vogliamo ricreare luoghi del bello che valorizzino le bellezze di Cupra».

Fantuzzi: «Noi pensiamo di creare un piccolo approdo. È un progetto ambizioso ma che farà decollare Cupra, per realizzarlo però dobbiamo tirarci fuori dal Parco Marino».

Gli speed check sono realmente utili o sono solo un modo per fare cassa?

D’Annibali: «A mio avviso il problema della sicurezza non si risolve così. Noi vogliamo realizzare una rotatoria a sud di Cupra nel pericoloso tratto dell’imbocco di contrada Sant’Andrea. A proposito del bilancio del Comune c’è una voce che prevede che le sanzioni debbano arrivare a 144 mila euro, questo non è giusto nei confronti dei cittadini. Ci sono altri modi per un Comune di fare cassa, dobbiamo, ad esempio far tornare la gestione dei tributi interna e non affidarla a ditte esterne».

Ricci: «Gli speed check rientrano nel progetto che vuole migliorare la viabilità nelle strade, in questo modo chi transita a grande velocità sulla statale è costretto a rallentare. Per quanto riguarda il pericoloso incrocio di via Sant’Andrea, lì è previsto il posizionamento di un semaforo intelligente».

Veccia: «La nostra lista sta studiando la possibilità di realizzare a sud e a nord di Cupra due rotatorie con una fioriera al centro che servano da benvenuto per chi arriva nel nostro paese».

Fantuzzi: «A mio avviso gli speed check sono un modo per fare cassa. In fondo molti rallentano quando transitano in prossimità dei dissuasori, quindi in quel senso sono utili. Da parte nostra però ci batteremo per la realizzazione di due rotatorie, una a sud e una a nord».

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