SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non si tiene in piedi l’apparato di una società per azioni con un patrimonio netto di 4,8 milioni di euro (due terzi del quale congelato nella Start), per fare lavoretti. Sarebbe come cacciare le mosche con il cannone».
E ancora: «Si deve aggiornare, integrare la mission della Multiservizi. Si ragioni a bocce ferme, non in piena campagna elettorale. E lasciamo in pace i lavoratori».
Firmato, Nazzareno Trevisani. Ha gestito l’azienda municipalizzata dal 1994 al 1999 e da alcuni giorni è in polemica con l’esponente del Pdl Pasqualino Piunti proprio per quanto concerne la fase gestionale dell’Ams pre-Martinelli. «L’ex vice sindaco Piunti è infastidito dalla verità che ho documentato, e cioè che i guai della Multiservizi sono iniziati durante la sua amministrazione. A corto di argomenti si affida alla facile demagogia: lui pensa ai lavoratori ed altri alla carriera. Con la differenza, aggiungo, che ci sono politici che sciupano le risorse pubbliche, mentre quelli che lui chiama con disprezzo “addetti ai lavori” sono lavoratori (eravamo in 60) che hanno perseguito la mission aziendale di fornire servizi essenziali alla città e al suo territorio ed hanno valorizzato le tasse dei cittadini. 2.2 miliardi di lire iniziali sono diventati 9,6 miliardi di lire».

Sulla questione Multiservizi-Start e sul trasporto pubblico , Trevisani poi precisa: «La Multiservizi non ha venduto bensì conferito alla Start spa il ramo trasporti. Una scelta, obbligata da una legge regionale, adottata da tutte le province delle Marche. Le attività rimaste alla Multiservizi erano ancora in utile nel 2000 per 327 milioni di lire». E ancora: «La Multiservizi non ha svenduto; possiede azioni della Start spa per 3,3 milioni di euro il cui valore sicuramente aumentato incorpora fra l’altro quello di beni immobili di sicuro interesse commerciale. Due impianti ad Ascoli (uno di 5.500 mq in pieno centro e un altro di 10.000 mq a Marino); uno a San Benedetto di 14.500 mq (Ragnola). È una partecipazione societaria importante, una risorsa che può risultare utile per il futuro della Multiservizi».
Trevisani poi rinfaccia al centrodestra di Martinelli l’aver creato un «carrozzone con costi aumentati più del tanto decantato fatturato, mentre negli anni precedenti furono creati 42 nuovi posti di lavoro a costi meno che proporzionali all’aumento dei servizi e all’incremento del valore della produzione. Posti di lavoro veri».

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