SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alcuni lavoratori della ex Foodinvest ci hanno mandato una lettera aperta che fa riferimento ad alcune vicende relative a dodici mesi fa circa, quando la storica ex Surgela era alle prese con la travagliata fine della gestione da parte della Malavolta Corporate. Ora da febbraio la produzione sta gradatamente riprendendo grazie all’industriale Vincenzo Ciulla.

«Siamo alcuni lavoratori della ex Foodinvest Verde di Porto d’Ascoli. Esaminando il progetto di stato passivo della ditta della famiglia Malavolta apprendiamo con viva indignazione che gli intoccabili consulenti che hanno architettato il concordato Foodinvest hanno presentato al tribunale parcelle per cifre da capogiro (742.684,07 uno e 200.000,00 euro l’altro).

Ricordiamo che quando sono stati ceduti gli impianti, nell’imminenza dei concordati, senza movimento di denaro, si è commessa una gravissima bancarotta preferenziale o addirittura per distrazione. Delle due, allora: o tale credito era inesistente e si è trattato di bancarotta per distrazione, oppure era esistente, ma comunque chirografo, e in tal caso è stata commessa bancarotta preferenziale.

L’indignazione aumenta poiché la chiusura dello stabilimento, conseguente al dolosissimo concordato che ha portato al fallimento della Foodinvest Verde, ha posto tutti noi lavoratori in Cassa integrazione e quindi sulla soglia della povertà.

Le nostre famiglie si sono sostenute in questi mesi grazie ai 500 euro di acconto (cifra lontanissima dalle parcelle dei responsabili di cui sopra) erogato dalla Provincia, a causa delle lungaggini dell’Inps e del disinteresse di tutti, compreso parte del sindacato.

Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i cassintegrati del Piceno, soprattutto a quelli della Cartiera Ahlstrom e dell’Arena: anche loro erano alle dipendenze di multinazionali, mostri senza anima che hanno messo in ginocchio il Piceno.

Ci uniamo ai colleghi lavoratori nel ringraziare la Provincia di Ascoli Piceno per l’impegno profuso con costanza ed umanità, rispondendo ai lavoratori con sincerità anche se impossibilitata a risolvere questioni troppo aggrovigliate, quali la nostra».

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