Da Espresso Rossoblu n. 1030

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il regolamento parla chiaro, la squadra arrivata avanti in classifica ha indubbi vantaggi: in un’occasione però la Samb è riuscita a capovolgere i pronostici. Quando, nel torneo di serie C2 2001-2002, i rossoblu arrivarono quinti in classifica e batterono in condizioni avverse nei play off ben due avversari, il Rimini (2-2 in casa e 1-0 fuori) e il Brescello (3-1 in casa e 0-1 fuori a Parma), nelle altre tre occasioni subito eliminati nei play off C1 2002-03 (1-0 e 0-2 contro il Pescara), e C1 2004-05 (1-1 e 0-2 contro il Napoli), vincenti invece nei play out di C1 contro il Lumezzane (0-2 fuori e 4-0 in casa). I due successi restano indimenticabili, principalmente quelli play out 2005-06 (con il contributo disinteressato dell’attuale rpesidente), che gli artefici giocarono “con il cuore in gola” come scriveva il giornalista Gino Sala, in una cronaca a carattere nazionale, il 20 settembre 1959 in occasione di un indimenticabile Sambenedettese-Torino di serie B (0-0) Storia rossoblu che non riportiamo a caso ma per ricordare agli attuali protagonisti cosa è stata e vuole tornare ad essere la Sambenedettese Calcio. Ho purtroppo scoperto che alcuni di loro nemmeno sanno che la nostra squadra di calcio ha disputato 21 campionati cadetti. Io continuo a ricordaglielo.
A proposito di storia occorre precisare che l’incontro Samb-Lecco del 16 maggio 1956 non finì 3-1 come lascerebbe pensare il bel filmato su You tube da noi riportato; la gara finì 3-2.
Ma torniamo al presente che è quello che conta: il risultato di oggi è apparentemente molto utile per i lombardi ai quali basterà non perdere in casa, domenica prossima. Un vantaggio che diventerà più o meno grande in dipendenza di come giocheranno i rossoblu. Una considerazione però è d’obbligo: alle squadre di Rumignani fare gol è difficilissimo, lo hanno dimostrato le poche gare nelle quali risulta imbattuto, pur avendo affrontato il Venezia fuori casa e due squadre che stanno dispuitando i play off, ad esempio oggi la Pro patria ha rifilato cinque gol alla Reggiana. Alla Samb appena uno e se quello che non gli è riuscito oggi: un golletto senza concedere un contropiede agli avversari, accadesse sulle rive del Lario un piccolo pensierino alla salvezza potremmo iniziare a farlo. Samb imbattuta da cinque gare. Un fatto che mi fa riflettere sul reale valore di chi lo ha preceduto: 16 sconfitte su 30 gare, un ruolino negativo mai tenuto dalla Samb.
La sfortuna ha voluto poi che il nuovo presidente non ha avuto il tempo materiale per mettere Rumignani in panchina sin dalla gara con il Lecco: un tecnico così esperto difficilmente non avrebbe fatto meglio del primo pareggio dopo aver conosciuto meglio i suoi avversari. Considerazione utile per Lecco-Samb, comunque. Il risultato odierno non è eccessivamente bugiardo a parte la recriminazione per qualche perdita di tempo che l’arbitro non è riuscito ad arginare. La Samb ha fatto la sua onesta e prudente partita come occorreva fare per non rischiare di compromettere tutto sin da subito, c’è riuscita a metà. Il presidente è rimasto deluso dalla prestazione dei tre panchinari entrati in campo ma, occorre dire, che non è facile cambiar volto a certe gare così ricche di carica nervosa. Tornando alla premessa e al mio invito ai rossoblu di giocare “con il cuore in gola“ come una volta, debbo dire che è stato così quasi per tutti ma una citazione speciale la merita Tinazzi, un giocatore dal cuore antico, per restare in tema. Lo terrei a vita a San Benedetto e alla Samb.
Giusto per dimostrare che la Samb ha la pelle dura, ricordo che negli ultimi sessant’anni è retrocessa appena quattro volte, di cui tre volte dalla serie B ed è stata promossa sei volte. Quindi a Lecco senza paura.

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