SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Vicenda Ballarin in un vicolo cieco? Secondo il consigliere comunale del Popolo della Libertà Bruno Gabrielli la complessa questione per la riqualificazione del vecchio stadio in partnership con la Fondazione Carisap sarebbe giunta a un punto morto. Le ragioni della sua opinione stanno nella risposta data al Comune da parte della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. Il Comune aveva infatti posto un quesito sulla situazione giuridica dell’area recentemente sdemanializzata e sulle possibilità di intervento da parte di un ente privato tramite la concessione del diritto di superficie (ipotesi tra l’altro proposta nei mesi scorsi al Consiglio comunale proprio dal consigliere Gabrielli sulla base di un parere richiesto al noto legale Gerardo Villanacci).
Nella risposta firmata dal presidente Giuseppe Ranucci, giunta in Comune il primo aprile scorso, si legge: «In particolare, premesso che sembra incontrovertibile la circostanza che il bene, in quanto acquistato dal Demanio dello Stato ai sensi della legge 31 dicembre 2004, numero 311, va incluso nel patrimonio indisponibile del Comune ed è al tempo stesso oggetto di vincolo di inalienabilità per dieci anni dall’acquisto, deve, per le riferite ragioni escludersi la possibilità da parte di codesto ente (il Comune, ndr) di stipulare negozi di diritto privato a carattere reale o comunque dispositivo».
La magistratura contabile ha svolto un esame preliminare sul quesito del Comune ravvisando la necessità di chiarire alcuni aspetti per fornire una risposta definitiva. Gli aspetti da chiarire a cui fa riferimento il parere sono lo strumento giuridico a cui il Comune vorrebbe far ricorso (appalto o concessione amministrativa del bene) e la situazione giuridica “alla quale intende riferirsi il Comune laddove precisa che la concessione è finalizzata alla realizzazione di un’opera che resterà di proprietà del soggetto attuatore”. Inoltre, sono stati richiesti chiarimenti riguardo alla previsione dell’imposizione di un vincolo permanente di destinazione d’uso pubblico e alla tipologia di opere che si intendono incluse in questo.
Per Gabrielli ce n’è abbastanza per concludere che la risposta della Corte dei Conti non lascia spazio a speranze. «Eppure il sindaco parla ancora riguardo al futuro, come se fosse in una campagna elettorale perenne, e non solo riguardo al Ballarin. E inoltre non porta a conoscenza della città e dei consiglieri comunali il contenuto di questa risposta, manifestando un atteggiamento accentratore e arrogante».
Nel quadro del suo atto d’accusa politico, l’esponente del Pdl chiede una presa di posizione ufficiale sull’intenzione manifestata in pubblico di non voler più procedere alla realizzazione della nota “Torre” nel quartiere Agraria, «modificando in questo senso la delibera di consiglio comunale sulla variante al piano della zona Peep».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 971 volte, 1 oggi)