GROTTAMMARE – L’Arena Surgelati è un capitolo complesso della situazione economica picena e grottammarese in particolare. Dal dicembre 2007, l’azienda non lavora più e si attende con ansia la riconversione dello stabilimento in “Centro di Eccellenza Marchigiana”, cioè in una struttura di esposizione e distribuzione di prodotti di eccellenza delle Marche e del Made in Italy, in luogo della precedente produzione esclusiva di pesce surgelato confezionato. (tra i documenti allegati, in formato pdf c’è la delibera del consiglio comunale di Grottammare del 29 aprile scorso che traccia una cronologia della situazione e illustra gli indirizzi del Comune sulla riconversione e sulle varianti urbanistiche da compiere).

I lavoratori sono in cassa integrazione dal 7 dicembre del 2007 dopo un primo accordo successivamente integrato con un altro accordo del 28 marzo 2008 per tutto il personale in organico e per un periodo di 24 mesi fino al 6 dicembre 2009, mesi eventualmente prorogabili.

Ora però i lavoratori sono in allarme per quanto riguarda il loro reddito attuale. Questa è la lettera emblematica arrivata alla redazione da un dipendente dell’Arena che chiede di rimanere anonimo.
«Sono un dipendente dell’Arena Surgelati di Grottammare, e con altri 29 colleghi siamo stati messi in cassa integrazione salariale per riconversione aziendale dal 7 dicembre 2007. Per 12 mesi l’azienda ci ha anticipato l’indennità. Ma dal mese di dicembre 2008 non ci viene anticipato niente, abbiamo ricevuto solo due anticipazioni del Tfr e 700 euro come anticipo di cassa integrazione guadagni, ma questi ultimi sono stati usati per farci dare il nostro consenso alla firma di un accordo preliminare e alla convenzione col Comune di Grottammare per il cambio di destinazione d’uso dell’area industriale. Ora la situazione è disperata, siamo senza soldi e alcuni di noi si stanno indebitando o non hanno i soldi per fare delle vite mediche ai figli, per pagare le bollette, o cercare di fare una vita normale. Tutto questo nell’indifferenza totale dei vertici aziendali che non rispettano la parola e gli accordi presi con i sindacati nazionali e anche ai tavoli ministeriali. Se ci troviamo in questa situazione non è per nostra scelta ma per scelta dell’azienda, scaricano sui loro dipendenti le loro scelte imprenditoriali e organizzative. Forse lunedì l’amministratore delegato di Arena Surgelati viene a Grottammare, non a pagarci ma per chiedere, o “rincartarci” su qualche nuova esigenza, sperando che la disperazione non si trasforma in altro…Il nostro è un grido di aiuto».

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