SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tagli dei nastri e polemiche intestine fra ex alleati. Il gruppo consiliare del Partito Democratico in Provincia lancia i suoi strali contro il presidente Massimo Rossi criticando tempistica e modalità dell’inaugurazione del nuovo Palazzo del Lavoro in via Mare, prevista per sabato mattina.

«Nonostante non perda occasione per rimarcare l’assoluta mancanza di tempo da spendere per la propria campagna elettorale per via dei suoi tanti impegni di lavoro e istituzionali, di questi tempi Massimo Rossi sembra essersi ritagliato un nuovo ruolo, quello del tagliatore di nastri. Compresi quelli che sarebbero spettati anche ad altri, come nel caso dell’inaugurazione del nuovo Palazzo del Lavoro di Porto D’Ascoli».

Il Pd mette in evidenza che l’ex assessore Maroni che l’ex vice presidente Emidio Mandozzi (ora candidato rivale di Rossi) non sono stati invitati al taglio del nastro.
«Sono lontani i tempi di quando il Presidente Rossi ammoniva i suoi assessori per la troppa sovraesposizione mediatica. Rileviamo che le opere ultimate in questo periodo dalla Provincia nei Comuni della nuova Provincia di Fermo non si inaugurano, mentre invece diametralmente opposta è la situazione per la nuova Provincia di Ascoli Piceno. Sarà mica una scelta dal sapore elettorale?».

«Per evitare le “sovraesposizioni” – continuano i consiglieri provinciali del Partito Democratico – pervenne agli assessori provinciali un’apposita circolare di Massimo Rossi, con cui il Presidente mise in atto il tentativo di evitare persino i comunicati stampa. Una vera e propria censura preventiva perpetrata da chi, paradossalmente, non perde occasione per erigersi a paladino della libertà di espressione quale principio di democrazia».

Nel merito dell’importante opera pubblica, il Pd sostiene che Rossi voglia monopolizzare l’attenzione sul suo ruolo propulsivo: «Il progetto di creare un “Palazzo del Lavoro” presso l’area Vannicola di Porto D’Ascoli lo si deve alla lungimiranza politica dell’allora Presidente della Provincia, Pietro Colonnella, il quale grazie anche all’aiuto ed al contributo del Comune di Offida, proprietario dell’area, si adoperò per primo per creare una struttura in grado di unificare servizi quali l’Università, il Centro per l’Impiego, il Centro per la Formazione, aule magne e spazi aperti a servizio del Comune e del Quartiere. Una struttura nella quale hanno sin da subito creduto sia Ubaldo Maroni, che in qualità di assessore al Patrimonio ed Edilizia Scolastica si è molto adoperato, che l’allora vice Presidente ed assessore al Lavoro e Formazione Professionale, Emidio Mandozzi».

Il Pd infine reputa eccessivo l’inagurazione da parte di «un uomo solo al comando» e invita tutti a «riempire di contenuti» la nuova struttura, «per non correre il rischio di farlo rimanere un contenitore vuoto. Contenuti, cui solo una politica lungimirante e priva di qualsivoglia orpello ideologico, sarà in grado di mettere in campo per il futuro del territorio piceno».

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