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MULTISERVIZI ELETTORALI

La situazione tesa presso la municipalizzata sambenedettese rischia di essere una bomba a orologeria per la campagna elettorale del Partito Democratico. Il sindaco Gaspari, con una scelta di tempo opinabile, a pochi giorni dal voto si inimica gli operai e le famiglie di questa azienda pubblica. Già, il bilancio è in rosso da anni, e da tempo la Multiservizi ha le mani legate in quanto i vincoli di legge gli impediscono di avere appalti con altri comuni.
Da parte sua, il candidato alle provinciali Emidio Mandozzi accoglie l’invito di Gaspari e assicura che se vincerà lui, la Provincia acquisterà quote della Multiservizi dandogli appalti per la manutenzione stradale e del verde pubblico.
Ci chiediamo: visto che la crisi della Multiservizi non è cosa nuova, come mai finora Mandozzi (assessore al Lavoro nella giunta Rossi) non ha mai paventato questa ipotesi di salvataggio?

post scriptum (il pezzo è stato scritto lunedì, prima delle dichiarazioni del sindaco sul blocco dei licenziamenti): Sembra ora che l’ipotesi dei licenziamenti si possa scongiurare con l’entrata di altri comuni e della Provincia di Ascoli nel capitale azionario. La campagna elettorale aguzza l’ingegno e illumina le menti sulle soluzioni da adottare. Speriamo che l’illuminazione non si concluda assieme al conteggio delle schede nelle urne.
OSPEDALI RIUNITI, POLITICI NO

Il valzer di dichiarazioni in merito all’istituzione dell’azienda Sanitaria unica Ascoli-San Benedetto mette in luce la profonda divergenza fra la forma mentis dei tecnici e quella dei politici. Prendete il direttore della sanità ascolana Zuccatelli: per lui gli Ospedali Riuniti o sono propedeutici ad un nuovo e moderno ospedale di vallata, oppure non sono affatto. Carmine Ruta, direttore del servizio Sanità della Regione, prima sembra anche lui su questa linea, poi si smentisce dicendo che per la Regione il nuovo ospedale piceno è all’ordine del giorno.
Da un punto di vista tecnico il nuovo ospedale serve, perché quelli di Ascoli e San Benedetto sono vecchi e poco funzionali alle famose ”eccellenze”. Bisogna investirci e tanto per la messa a norma, conviene piuttosto farne uno nuovo modernissimo e stare a posto per decenni.
Ma dove farlo? Su questo punto i politici, e i campanilismi, non si metteranno mai d’accordo.

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