SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un altro personaggio esperto della politica e dell’Azienda Multiservizi in particolare, Nazzareno Trevisani, interviene sulla crisi dell’Ams, condividendo le considerazioni da noi pubblicate di Pietro Paolo Menzietti: i due, al 1994 al 1999, hanno diretto proprio la Multiservizi.
«Contesto decisamente il consigliere comunale Pasqualino Piunti – inizia Trevisani – perché l’Ams non può essere definita un carrozzone almeno per l’attività svolta prima del 2001, quando Piunti divenne vicesindaco di San Benedetto».
«In campagna elettorale si può dire tanto, ma non falsare i fatti e offendere l’intelligenza e la dignità dei lavoratori che hanno contribuito a fare grande, ricca, importante ed esemplare una impresa pubblica» continua Trevisani.
Poi Trevisani snocciola numeri in confronto ai quali l’attuale stato in “rosso” dell’impresa partecipata diventa ancora più cupo: «In quegli anni la Multiservizi si occupava di trasporto urbano, extraurbano, scuolabus, noleggi, costruzione e gestione parcheggi, segnaletica: abbiamo “macinato” milioni di utili, come da bilancio: nel 1994 114 milioni, poi 608, 125, 192, 244 nel 1998. Il tutto conseguito nonostante la gestione notoriamente passiva del trasporto pubblico. Negli stessi anni la Multiservizi ha distribuito al Comune di San Benedetto cointeressenze per circa 500 milioni di lire per la gestione dei parcheggi-zone blu e ha costruito gratis, in pochi mesi, parcheggi e la piazza del Comune».
Non è finita qui, secondo la ricostruzione di Trevisani: «La consolidata gestione imprenditoriale dell’Azienda Multi Servizi Spa, nata nel 1987, è emersa con la cessione alla Start Spa (nel 1999) del ramo d’Azienda dei Trasporti Pubblici. Furono rilevate plusvalenze per 3,53 miliardi di lire ed un utile di 3,14 miliardi di lire. Il patrimonio netto è passato da 2,2 miliardi (1987) a 9,5 miliardi (1999). Era una azienda con 60 dipendenti di cui 48 conducenti (42 autobus), 3 meccanici, 4 impiegati, 2 controllori, 3 operai della segnaletica trasferiti tutti alla Start meno 1 impiegato e i 3 operai».
«È del tutto evidente che i guai sono venuti dopo il 2001, quando Piunti, come vicesindaco, contribuì alla nomina del CdA. Nel 2001 i dipendenti erano 4, e poi sono diventati 25. E allora quanti e quali nuovi servizi hanno gestito? Quanto nuovo volume d’affari?».
Ma Trevisani non risparmia neanche l’attuale sindaco Gaspari e l’ex assessore al Bilancio Vignoli: «Li ho interessati di alcune questioni, ma il sindaco, come al solito, ha fatto spallucce. È comodo ora chiedere l’intervento della Provincia, reso improbabile dalle normative: in campagna elettorale tutto è possibile».
Trevisani fa due esempi di possibile “buona pratica”: «Da dieci anni la Multiservizi, nonostante non si occupi più di trasporto pubblico, tiene 3,3 milioni di euro in azioni congelati nella Start, senza, però, poter nominare nemmeno un amministratore. Perché non smobilizzare e costruire, ad esempio, altri parcheggi e poi gestirli? »

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