SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La crisi dell’Azienda Multiservizi agita le acque della già poco chiara politica sambenedettese. Dopo le accuse del sindaco Gaspari e il rimpallo di responsabilità con il Pdl, il sindaco ha chiesto alla Provincia di entrare in possesso di quote dell’azienda partecipata (Mandozzi ha dichiarato che, in caso di vittoria, si prodigherà in questo), mentre i lavoratori dell’Ams stanno di fatto entrando in agitazione.
Anche Daniele Primavera, consigliere comunale di Rifondazione Comunista e all’opposizione della giunta Gaspari, interviene sulla questione: «Trovo davvero riprovevole l’indegna speculazione elettorale che in questi giorni si sta consumando sulla pelle e sul lavoro dei dipendenti di Multiservizi da parte di alcuni esponenti politici. Che un argomento così delicato sia affrontato sotto il ricatto del licenziamento, quando per tre anni l’amministrazione comunale non ha degnato l’azienda di alcuna attenzione (tranne quando necessitava di dar seguito alle richieste di spazi per le seconde file di politicanti nel CdA), è un fatto di una gravità e di uno squallore inauditi».
Primavera accusa: «Le colpe evidenti della politica non possono essere riversate sui lavoratori incolpevoli» (abbiamo chiesto che queste responsabilità salgano e siano dichiarate alla luce del sole ma fino ad ora nessuno se ne è addossata alcuna, indicando la parte avversaria quale potenziale responsabile, ndr). Continua l’esponente di Rifondazione Comunista: «L’approccio suggerito, cioè quello di distribuire il debito su più enti anziché elaborare un serio piano industriale, rappresenta la peggiore eredità di una politica vecchia e clientelare che questo Partito Democratico incarna in modo particolarmente efficace. Non c’è razionalità in queste proposte, non c’è convinzione, non c’è alcuno studio; la soluzione è sempre e comunque quella di escogitare forme di finanziamento che pesino sui cittadini senza che ad essi venga fornito alcun servizio aggiuntivo, al solo scopo di accontentare, di volta in volta, una corporazione piuttosto che l’altra: ne è prova il fatto che Gaspari e Mandozzi fanno finta (si spera) di non sapere che i servizi di manutenzione in Provincia sono gestiti internamente, da personale dipendente; che fine farebbe questo personale se la Provincia stessa affidasse questo compito alla Multiservizi? E ancora: in che modo Gaspari e Mandozzi, “autorevoli” membri di un partito che ha spinto in ogni modo la liberalizzazione dei servizi pubblici in Parlamento, pensano di poter conciliare le loro parole con la linea del partito di cui sono espressione?».
Conclude infine Primavera, riferendosi al sindaco Gaspari: «Che poi si arrivi a minacciare licenziamenti in questa fase è davvero il segno di quanto poco utile sia alla città ed alla comunità un’amministrazione incapace di risolvere i problemi, rispettare i soldi pubblici e sostenere il lavoro».

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