SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ha un azzeccato logo che valorizza l’immagine del monumento al Gabbiano Jonathan Livingston e si giocherà dal 4 al 12 luglio prossimi: ecco l’edizione 2009 della Carisap Tennis Cup, torneo del circuito Atp Challenger da 35 mila euro di montepremi, rilanciato nello storico circolo tennis Maggioni dall’estate 2008 dopo due anni di assenza. La copertura televisiva a livello nazionale sarà a cura del canale Supertennis di Sky.

Il calendario è favorevole, nel senso che nel mini circuito italiano e nel circuito dei tornei esteri non ci sono grandi tornei concorrenti in quei giorni. «Queste sono condizioni che dovrebbero permettere una entry list di ottimo livello, siamo al lavoro per utilizzare al meglio il sistema delle wild card ed arricchire il torneo di importanti protagonisti italiani», dicono il presidente del Ct Maggioni Pierluigi Tassotti e la responsabile dell’agenzia Meet Eventi Cristina Gnocchini.
I due main sponsor Carisap e Comune di San Benedetto (quest’ultimo ha investito fortemente sull’evento con un contributo di 40 mila euro) credono molto nel ritorno di immagine per la città e nei benefici economici per l’indotto dei ristoranti, degli hotel e delle attività commerciali. Il presidente dell’istituto di credito Domenico Malavolta ha ribadito che per attrarre gli spettatori l’ingresso sulle tribune sarà gratuito. Il sindaco Gaspari e il vicesindaco Di Francesco hanno parlato di «importante scelta di continuità sulle iniziative sportive più meritorie, come questo torneo, le gare di motonautica e il cartellone della Beach Arena».
Gaspari ha poi espresso soddisfazione sulle «positive evoluzioni» in materia dei vecchi contenziosi con l’Agenzia del Demanio, riguardo alla questione della “stangata” sui canoni demaniali per gli impianti sportivi del centro come il Circolo Maggioni, la pista di pattinaggio “Panfili”, il circolo nautico e la bocciofila. «Questo è il frutto di un lavoro sommerso che abbiamo fatto, di cui si parla poco. Lo voglio ribadire, perchè credo che siamo riusciti a portare l’Agenzia del Demanio sulla scia del buon senso, perché stiamo comunque parlando di associazioni no profit».

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