Da Riviera oggi in edicola numero 775

GROTTAMMARE – Continuano le nostre interviste ai candidati per le provinciali sul territorio grottammarese. Questa settimana ascoltiamo Filippo Olivieri, noto imprenditore alberghiero, da più di dieci anni in politica, presidente del Rotary club ed esponente storico di Forza Italia.

Una candidatura alle provinciali, perché?

«Per mettere in campo la mia personale esperienza nel turismo, dimostrare le mie capacità per il bene della collettività, e di certo non per uso personale. Inoltre vorrei dimostrare che anche nella politica esistono i fatti e non solo le chiacchiere, quando ci sono le persone giuste al momento giusto. Fino ad ora sono stato sempre in minoranza e non ho avuto modo di poter portare qualche cambiamento. Io sono nel volontariato e penso che anche la politica debba essere una sorta di “volontariato” nei confronti della cittadinanza».

Lei è un imprenditore turistico, cosa cambierebbe a Grottammare?

«Non si può dire che non è stato fatto nulla di buono. Grottammare è un territorio vasto con molte risorse. Posso dire che se dovessi vincere sarà il primo a fare in modo che diventi il centro del territorio, essendo la terza città della Provincia. Punterei a farlo emergere sotto il profilo occupazionale, favorendo le attività private e non quelle pubbliche, favorendo le buone iniziative imprenditoriali e non, aiutando gli imprenditori che spesso vengono scoraggiati dalla lunga burocrazia. Occorre quindi individuare le nicchie strategiche, quindi il turismo, il commercio, partire da quelle ed avviare una concorrenza, senza centri commerciali, ma valorizzando i piccoli. Dove c’è concorrenza c’è miglioramento, il monopolio è controproducente. Anche nell’edilizia ad esempio occorre dare più spazio alle imprese del luogo».

E a livello provinciale?

«Punterei ad una strategia comune a livello provinciale e, soprattutto portare i politici a far emergere – e portare avanti soluzioni – le esigenze degli operatori. Occorre portare anche grandi eventi e quindi turismo e rispettare le regole comuni fra politica ed imprenditoria».

Cosa non condivide della linea dell’operato del sindaco Merli?

«Le idee possono anche essere quelle giuste, ma spesso non sono svolte bene, anche per quanto riguarda le tempistiche. Si può avere una buona idea, ma se si fanno passare poi 5 anni diventa obsoleta e occorre riconvertirla, perdendo tempo e denaro. L’amministrazione deve essere sempre presente negli uffici preposti per il bene della città».

Alle amministrative grottammaresi il suo era uno fra i nomi favoriti, come mai non si candidò?

«Di certo ringrazio chi mi ha sostenuto e chi mi ha proposto, ma come uomo fedele al Partito, ho seguito le linee di quest’ultimo ed ho fatto un passo indietro per l’unione della coalizione. Di certo c’è da dire che stimo Maria Grazia Concetti e che l’ho sempre supportata, credo in lei. Occorre sempre ascoltare la popolazione perché è da lì che parte il candidato sindaco. È democrazia».

Non ha quindi evitato le amministrative per aspettare le provinciali?

«Neanche ci pensavo alla candidatura alle provinciali. Il Partito ha riconosciuto il mio modo di fare, la cittadinanza continua a darmi il suo favore, e da qui la candidatura».

Il presidente del suo partito, Silvio Berlusconi, è sempre nell’occhio del ciclone per i suoi “comportamenti”. Sono intervenuti persino i vescovi. Si prova disagio oppure questo fa parte dei giochi della politica?

«Sì, mi trovo in disagio.. perché sono rimasto con la bocca amara quando il direttore del Corriere della Sera ha detto a Berlusconi che “un Presidente del Consiglio non può mescolarsi fra la gente comune”, riferendosi alla festa di compleanno e alla fotografia scattata affianco ad un signore con una t-shirt. Il Presidente del Consiglio è una persona come noi, e non se ne sarebbe neanche dovuto parlare, poiché è una cosa normalissima. E questo vale anche se fosse stato un politico di sinistra».

È possibile fare una previsione?

«Non è possibile, ma mi auguro di venire eletto per poter portare a termine il programma che mi sono preposto per quanto riguarda il turismo ed il commercio».

In generale, cosa cambierà dopo il 7 giugno se dovesse vincere il centro destra?

«Ci sarà il pensiero di centro-destra, quindi ad esempio pensare ad uno sviluppo più sostenibile per tutti, risolvere il problema occupazionale, soprattutto nel settore giovanile. I giovani non debbono andare a cercare lavoro fuori, ma debbono poterlo trovare nel nostro territorio, farlo per i nostri figli, senza dover far perdere delle risorse al nostro territorio».

E se dovesse vincere il centro-sinistra?

«Mi auguro che realizzino ciò che noi vorremmo realizzare».

Che  messaggio agli elettori?

«Il mio slogan è “Più confronti meno scontri per il bene del territorio”. Questo perché penso che la litigiosità fra gruppi politici – ed enti preposti – limita i risultati che si potrebbero ottenere altrimenti».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 620 volte, 1 oggi)